BollicinaBlu « » Lunedì, 16 Febbraio 2009 18:58
Qualcuno dice che non durerà, io ho momenti che mi scoraggio, soprattutto guardando il mio budget e il costo dei treni. Non posso chiedere ai miei, devo fare ripetizioni. Questo è il problema principale. Soldi. Tanto per cambiare! Che palle. I treni costano troppo. Dall'ultima volta che ho scritto, non avrei mai pensato che ci avremmo riprovato. Sarà che stare senza te è peggio di stare così. Sarà che spero vivamente, che riuscirremo a stare insieme, come delle persone normali. Piangere? Tanto. Oramai ho finito le lacrime, ho paura. Paura di viaggiare. Paura di perdere coincidenze e di stare male. Ho paura, di non riuscire ad arrivare da te...ho paura. fo**uta paura.
BollicinaBlu « » Mercoledì, 11 Febbraio 2009 16:00
A botta calda. Posso dire tante cose, lunedì scorso, mi sono arrabbiata. Ho detto cose, che non pensavo. Oggi sono stata più crudele. Ma purtoppo, le penso. Non c'è niente che mi faccia pensare il contrario. Bruciata. Dolore, il suono di un cuore, che si spezza. Se ripenso a qualche tempo fa, avrei detto, che sarebbe stato facile, che non c'erano sentimenti di mezzo. E invece. Il tuo capirmi, il tuo accettarmi per com'ero. E' stato solo finzione. Solo un bellissimo sogno, che è andato hai cani in trenta secondi. Non ho più una relazione complicata, e nemmeno una relazione. Ho forse, non ho mai avuto niente. Solo qualcuno con cui andare a letto. Esatto. Sta notte, sognavo, pensavo, o forse era un sogno che mi ha detto mille cose, mille affermazioni. Sono qui, indecisa sul da farsi. La tua spilla è lì, così come la sciarpa, gli orecchini, la collana e il bracciale, forse non ti ridarò nulla, se non il bracciale. Mi ero promessa che te l'avrei ridato, appena ci saremo rivisti. Era una cosa in prestito. Addio. Addio da facebook, da msn, da skype, dal cervello. Da tutto. Mentre per i primi tre è così semplice, con l'ultimo diventa dura. Perchè ci sei stato, ci sei, e credo che ci sarai per sempre. Perchè ogni volta che verrò al dunque, tu sarai lì a farti ricordare. Vorrei dire ai tuoi amici, a tua madre, i tuoi nonni, a tuo fratello, tante cose. Per rabbia potrei, scrivere, o parlare per ore e ore. Ma invece no. La colpa è solo la mia, avevo voglia di amore, di occuparmi il cervello. L'egoismo non paga, infatti, questi sono i risultati. Mia colpa, e mio sarà il dolore.
Noi due, siamo una cosa indefinita! Che bello! Indefiniti. Prima la credevo una cosa romantica, ora, è triste. Complimenti, bel gioco, ottima tattica, ma spero tanto, che riuscirai a volermi bene più di quello che te ne voglio io. Ogni volta che sentirai quel nome, quel suono, ti si dovranno torcere i pensieri. Mi dispiace per tua madre, che forse l'avevo capita, e aveva trovato qualcuno con cui dire certe cose. Buona vita. Buon tutto.
Noi due, siamo una cosa indefinita! Che bello! Indefiniti. Prima la credevo una cosa romantica, ora, è triste. Complimenti, bel gioco, ottima tattica, ma spero tanto, che riuscirai a volermi bene più di quello che te ne voglio io. Ogni volta che sentirai quel nome, quel suono, ti si dovranno torcere i pensieri. Mi dispiace per tua madre, che forse l'avevo capita, e aveva trovato qualcuno con cui dire certe cose. Buona vita. Buon tutto.
BollicinaBlu « » 15:07
Sono stanca, stanca, stanca, stanca. Ho voglia di urlare, di avere una persona qui.
Di poter fare come qualche tempo fa, chiacchierare, ridere, scherzare. E invece no, tu là, io qui. Nostalgia di me**a.
Abbiamo passato momenti troppo belli, insieme. Ed è colpa tua, se ora non ho più la forza.
Inizio a pensare che nemmeno la persona, che credevo mi capisse di più, lo fa. Inizio a pensare, che forse ho sbagliato troppe volte, e non riuscirò più a tornare indietro. Certe cose non ritornano più. Eppure io, le vorrei riavere. Urlarti, farti sentire male, non servirà a nulla. Tanto tu, da lì, non ti muovi sicuro, e io sarò la solita che si sbatterà ed avrà un pugno di mosche in mano.
Un film già visto, già sentito. Un film che si ripropone tutte le volte, che qualcuno viene a bussare alla mia porta.
Di poter fare come qualche tempo fa, chiacchierare, ridere, scherzare. E invece no, tu là, io qui. Nostalgia di me**a.
Abbiamo passato momenti troppo belli, insieme. Ed è colpa tua, se ora non ho più la forza.
Inizio a pensare che nemmeno la persona, che credevo mi capisse di più, lo fa. Inizio a pensare, che forse ho sbagliato troppe volte, e non riuscirò più a tornare indietro. Certe cose non ritornano più. Eppure io, le vorrei riavere. Urlarti, farti sentire male, non servirà a nulla. Tanto tu, da lì, non ti muovi sicuro, e io sarò la solita che si sbatterà ed avrà un pugno di mosche in mano.
Un film già visto, già sentito. Un film che si ripropone tutte le volte, che qualcuno viene a bussare alla mia porta.
BollicinaBlu « » 09:22
Annina ieri sera mi ha mandato un messaggio, non riuscivo a decifrarlo bene, non mi sono spiegata molte cose.
Diceva così: "E' vero. Forse dovrei odiare di più. Si vive male con troppo amore." Mi sono scervellata, e alla fine mi sono convinta che avesse sbagliato numero. Invece no, in tanti sono rimasti colpiti dal mio messaggio personale, che avevo su msn, qualche giorno fa.
Tutti che hanno capito bene questo concetto, e io invece che ancora imperterrita, continua a sbattere il muso, come se tutto questo e quello passato non mi bastasse.
In tanti siete convinti che bisognerebbe essere più razionali, in fondo odio è questo: ragione che pervale sull'amore. Forse sono io, che ancora non ho ben chiaro, come va il mondo!
Aiuto!
BollicinaBlu « » Martedì, 10 Febbraio 2009 15:35
G. : Ciao S.! Come stai? Dimmi che i momenti brutti passano e poi torna il sole!
S. : Oi! Ciao! Qui si tira avanti, da te? I momenti brutti passano, tornano, ma sono intervallati da momenti piacevoli, fidati! Che succede?
G. : Succede che mi sono accorto della stron*ata che ho fatto.
S. : cioè?
G. : Ho sbagliato i tempi, ti faccio un disegnino, o capisci da sola?
S. : guarda che io avevo già capito da un pezzetto fa, volevo solo sentirtelo dire.
G. : perfida.
S. : no, semplicemente curiosa di sapere quando te ne saresti accorto.
G. : dici che esiste un amore anche per me?
S. : ne sono convinta, tutti ce l'abbiamo, è solo dura da cercare.
G. : magari è qui vicino a me, e non me ne accorgo.
S. : esatto. Magari è più vicino di quanto tu possa pensare.
G. : il nostro patto è sempre valido?
S. : certo, anzi più passa il tempo, più sono convinta che sia azzeccato.
G. : come fai a essere così sicura?
S. : sesto senso. Anzi mettiamoci pure, che sei più ottimista di me, e questo mi garba un sacco.
G. : evvai! Grazie S.
S. : prego caro. Passi qui?!
G. : non posso, devo andare a lavorare. Un caffè, giura che te lo posso offrire appena mi fermo?!
S. : permesso accordato. Ci manchi qui eh. Quando torni?
G. : appena mi metto in piano con il cervello.
S. : avete litigato tanto?
G. : ci siamo lasciati.
S. : evvai!! Hai decisamente sbagliato i tempi. Ne ho le prove.
G. : ti odio quando mi dici così. Lo so da me, che ho sbagliato i tempi. Ma cosa devo farci? Quando era il momento, non ho avuto le palle.
S. : non commento più. Torna presto, zozzone.
G. : ti prometto che torno e prenderemo sto caffè, in santa pace.
S. : se non lo fai, ci rimango male.
G. : ho mai mancato una promessa?
S. : si. Ciao ca**aro!
G. : Ciao dolcezza.
BollicinaBlu « » 14:37
Una voce diversa si leva anche nella Chiesa. E' quella dell'anziano arcivescono emerito di Foggia, Giuseppe Casale. In un'intervista a La Stampa, il prelato spiega di sentirsi "vicinissimo" al padre della ragazza e chiede di non proseguire "questo stucchevole can can", perchè l'alimentazione e l'idratazione sono assimilabili a trattamenti medici e se una cura non porta alcun beneficio può essere legittimamente interrotta". L'invito è quello di "lasciare che Eluana termini i suoi giorni senza stare a infierire - ha detto Casale - alla fine anche Giovanni Paolo II ha richiesto di non insistere con interventi terapeutici inutili". "Come cattolici - prosegue Casale - dovremmo interrompere tutto questo clamore ed essere più sereni" e invece di fare campagne, "bisognerebbe accostarsi con pietà cristiana alla decisione di un padre". da repubblica.it
BollicinaBlu « » 09:24
Stavo ascoltando la radio, sta mattina....e guarda un po', anche lei lo dice!
Ascolta, ascolta...
Ascolta, ascolta...
BollicinaBlu « » Sabato, 07 Febbraio 2009 14:55
...questa è per te.
Che non capisco se sei indeciso, o se la paura di frega.
Che non capisco se sei indeciso, o se la paura di frega.
BollicinaBlu « » Venerdì, 06 Febbraio 2009 21:36
Sono gelosa. E' appurato. Divento verde, ogni essere femmina che si aggiunge a quella lista di nomi. Odio faccia da libro e tutto ciò che mi fa vedere. Ma a parte questo, sono felice. Il mondo sembra sorridermi e quando lo dico, poi lo sanno tutti che succederà qualcosa di brutto. Qualcuno mi ha detto, che ci fai con quella forchetta nella borsa?
Ma a parte questo, oggi pomeriggio ho pensato incessantemente. Una cosa mi è rimasta lì, non sono riuscita a spiegarmela.
Immaginate: si cammina, mano nella mano. (Per i più fortunati a braccetto.) Si, chiacchiera, solite battute. Lei si ferma di scatto, tanto che il braccio, della sua dolce metà, che era intorno al leggiadro collo di lei, la stringe e a momenti soffoca, con occhi da cerbiatto e voce fiabesca dice, davanti ad una vetrina: "Fermati un attimo, che questo mi piace!" Brutto ometto che non sei altro, non ti passa per la mente, che forse, e dico forse, lei vorrebbe quel regalo?!
Forse non è stata così esplicita, altra scena. A casa, pronti per uscire, lei si sta allacciando la collana, da mezz'ora. Ma niente. Con gentilezza, chiede a lui:"Non è che puoi allacciarmela tu?" Lui, con le sue graziose mani, si accinge a metterle il girocollo. Non contento aggiunge: "Tutto sto sbattimento, per una cosa così piccola?" Se lei era, un pochino aggraziata non avrebbe risposto, ma siccome la nostra cavia non lo è, dice: "Puoi regalarmela tu un po' più grande!" E sorride, aggrazziata.
Ora, sempre tu, ometto, non capisci che vorrebbe un regalo?Eh? Un regalo, uno. Non sai cosa regalarle, prendi spunto da quello che ti dice. Noi donne diamo consigli, sempre...ma non sempre veniamo prese in considerazione...uffa.
Caro uomo, che prezzo ha, vedere il viso della tua dolce metà, sorridere per un regalo? Per un pensiero? Si, siamo materialiste. Ci piace sfoggiare regali, e il sentimentalismo, va a pu**ane in quei momenti.
Ogni donna, spera tutti i giorni, di veder tornare a casa, il proprio ometto, con un regalo tra le mani.
Ma state pur sicure, che non succederà mai, e se per caso andando a letto, trovate un regalo bellissimo, sicuramente c'è lo zampino della mamma. Non ci sarà mai un uomo, (quello è un attore, pagata per di più per fare quella cosa!!!) che mentre voi, dormite beatamente, vi appoggia sul decoltè una sberla, di collana, tutta tempestata di diamanti, oro bianco, e chi più nè ha più nè metta. Non esiste. Pubblicità di me**a. Vendete sogni e create illusioni troppo grosse....
Ma a parte questo, oggi pomeriggio ho pensato incessantemente. Una cosa mi è rimasta lì, non sono riuscita a spiegarmela.
Immaginate: si cammina, mano nella mano. (Per i più fortunati a braccetto.) Si, chiacchiera, solite battute. Lei si ferma di scatto, tanto che il braccio, della sua dolce metà, che era intorno al leggiadro collo di lei, la stringe e a momenti soffoca, con occhi da cerbiatto e voce fiabesca dice, davanti ad una vetrina: "Fermati un attimo, che questo mi piace!" Brutto ometto che non sei altro, non ti passa per la mente, che forse, e dico forse, lei vorrebbe quel regalo?!
Forse non è stata così esplicita, altra scena. A casa, pronti per uscire, lei si sta allacciando la collana, da mezz'ora. Ma niente. Con gentilezza, chiede a lui:"Non è che puoi allacciarmela tu?" Lui, con le sue graziose mani, si accinge a metterle il girocollo. Non contento aggiunge: "Tutto sto sbattimento, per una cosa così piccola?" Se lei era, un pochino aggraziata non avrebbe risposto, ma siccome la nostra cavia non lo è, dice: "Puoi regalarmela tu un po' più grande!" E sorride, aggrazziata.
Ora, sempre tu, ometto, non capisci che vorrebbe un regalo?Eh? Un regalo, uno. Non sai cosa regalarle, prendi spunto da quello che ti dice. Noi donne diamo consigli, sempre...ma non sempre veniamo prese in considerazione...uffa.
Caro uomo, che prezzo ha, vedere il viso della tua dolce metà, sorridere per un regalo? Per un pensiero? Si, siamo materialiste. Ci piace sfoggiare regali, e il sentimentalismo, va a pu**ane in quei momenti.
Ogni donna, spera tutti i giorni, di veder tornare a casa, il proprio ometto, con un regalo tra le mani.
Ma state pur sicure, che non succederà mai, e se per caso andando a letto, trovate un regalo bellissimo, sicuramente c'è lo zampino della mamma. Non ci sarà mai un uomo, (quello è un attore, pagata per di più per fare quella cosa!!!) che mentre voi, dormite beatamente, vi appoggia sul decoltè una sberla, di collana, tutta tempestata di diamanti, oro bianco, e chi più nè ha più nè metta. Non esiste. Pubblicità di me**a. Vendete sogni e create illusioni troppo grosse....
BollicinaBlu « » Mercoledì, 04 Febbraio 2009 20:13
Pensavo che con un pc portatile, la mia ispirazione, sarebbe aumentata. Invece no, si è rotto per di più, e son tornata qui. Al vecchio e buon fisso, che non mi abbandona mai. Si è ripreso, ed è contento di rivedermi. Mi sono seduta, e mi son messa subito, a scrivere. E' lui che mi fa bene, mi inspira. Un altro weekend è passato, e con lui, sono aumentati i dubbi. Di te, di me, di noi. Noi. Puoi dirlo, si, si può dire. Puoi urlarlo al mondo, oppure fare come me, che di notte si sveglia mentre dorme, e vorrebbe ma non lo fa. Ero lì, sdraiata, che dormivo beatamente, un braccio intorno al tuo collo, il fiato corto, per il sogno che avevo fatto. Maliziosi. O forse non era un sogno? Era semplicemente, la realtà che è venuta a bussare nei sogni. Mi ha svegliato e fatto felice, contenta, e volevo dirtelo. La razionalità era lì, a braccietto con la relatà. Non ho detto nulla, non ti ho svegliato. Eppure volevo farlo. Uff. Solita indecisa. Passa la domenica, passa il treno, passa il mio raffreddore, ma la tosse rimane.
Ogni tanto rifletto. Sull'ignoranza di come il mondo può cambiare. Qualche anno fa, nessuno di chi mi sta vicino, avrebbe mai detto, che un giorno forse la Susy, avrebbe potuto alzarsi e andare fuori, durante un incontro. Eppure l'ha fatto. Ha seminato panico, in tutti i suoi amici. Messaggi a fiumi, sguardi curiosi che cercano di capire, se ho pianto o meno. E un prete che dopo la frase: " Io e te cosa siamo? Solo due che vanno a letto!" Deve aver iniziato a dire il rosario, e a breva verrà a suonare a casa mia un esorcista. Credo di averla fatta grossa e tra breve la scomunica. Direttamente dal vescovo, sia chiaro. Eh si, la Susy, pronuncia certe parole, ma credo che fossero le uniche azzeccate. Di quella sera, ho tanti ricordi, tante frasi che non pensavo nemmeno eppure te le ho dette. Una cosa ricordo: la fermezza. Il tono con cui ho detto quello che ho detto. E la decisione che avevo nella mia testa. Si, perchè certe cose le puoi fare solo grazie alla razionalità. Ricordo, quanto ho tremato, e quando ho pregato. Nessun Dio, nessun Santo, semplicemente qualcuno che mi aiutasse, che mi sorreggesse. Una sensazione nuova, che non avevo mai provato prima. E' posso affermare che è da masochisti, fare e pensare certe cose. Uno mi ha detto: "Se mi odi, un pochetto, possiamo continuare." Credo che quello sia stato il top. Analizziamo la frase, anzi, analizziamo il soggetto: un uomo. Ho detto tutto. Inutile spiegare anche la frase. Sei scemo, se pensi che io ti possa odiare un pochetto, da sottolineare il pochetto. Una bestia lo può fare, io no. Non so più cosa pensare. Forse nulla. Momenti di sconforto, in cui bisogna essere forti, stringere i denti, e attutire il colpo. Siamo in due, e insieme camminiamo.
Bene, la parte sdolcinata, l'abbiamo affrontata, ora veniamo a noi. Mille ragazze, o donne, hanno visto il mio sguardo, affranto, ero il terrore in persona, e quelle mille donne, dopo aver raccontato mi hanno dato la stessa risposta: "E' uomo!" ca**o vuol dire è uomo? Perchè ha un pendolo, in mezzo alle gambe, deve aver paura per forza? Cavolo di ragionamento è? Mah, e poi dicono che le donne non hanno spina dorsale. Altra cosa, martedì a pranzo con le mie amichette universitarie, sono uscite cose astruse. Premesso che me le tiravano fuori, però son cose d'altro mondo. Diciamo anche che io facevo la mia parte, ma cacchio. Come si fa? Si parlava di ristoranti, di cinesi, messicani, e io dopo l'esperienza di sabato ho affermato che il messicano è da bocciare, troppo piccante.
Chiara, esce dal suo stato comatoso, con una frase del tipo: " il peperoncino è afrodisiaco" Allora, le cose sono due, o io ne ho mangiato troppo poco, oppure sono immune. Ho le prove si, abbiamo dormito tutta la notte, senza nemmeno guardarci in faccia. Mah, altro punto. L'unico gallo del pollaio, non ha ancora ben chiara la storia degli undici minuti, che qualcuno gliela spieghi, perfavore. Sta di fatto che il pranzo è finito, con io che sventolo il tovagliolo, e il proprietario mi chiede, se mi arrendevo e se quello era una bandiera bianca. L'inferno, sei donne, che facendo finta di pranzare, avevano come argomenti principali: sesso e spettegolezzo. Sfido, chiunque, a uscirne sani.
Ogni tanto rifletto. Sull'ignoranza di come il mondo può cambiare. Qualche anno fa, nessuno di chi mi sta vicino, avrebbe mai detto, che un giorno forse la Susy, avrebbe potuto alzarsi e andare fuori, durante un incontro. Eppure l'ha fatto. Ha seminato panico, in tutti i suoi amici. Messaggi a fiumi, sguardi curiosi che cercano di capire, se ho pianto o meno. E un prete che dopo la frase: " Io e te cosa siamo? Solo due che vanno a letto!" Deve aver iniziato a dire il rosario, e a breva verrà a suonare a casa mia un esorcista. Credo di averla fatta grossa e tra breve la scomunica. Direttamente dal vescovo, sia chiaro. Eh si, la Susy, pronuncia certe parole, ma credo che fossero le uniche azzeccate. Di quella sera, ho tanti ricordi, tante frasi che non pensavo nemmeno eppure te le ho dette. Una cosa ricordo: la fermezza. Il tono con cui ho detto quello che ho detto. E la decisione che avevo nella mia testa. Si, perchè certe cose le puoi fare solo grazie alla razionalità. Ricordo, quanto ho tremato, e quando ho pregato. Nessun Dio, nessun Santo, semplicemente qualcuno che mi aiutasse, che mi sorreggesse. Una sensazione nuova, che non avevo mai provato prima. E' posso affermare che è da masochisti, fare e pensare certe cose. Uno mi ha detto: "Se mi odi, un pochetto, possiamo continuare." Credo che quello sia stato il top. Analizziamo la frase, anzi, analizziamo il soggetto: un uomo. Ho detto tutto. Inutile spiegare anche la frase. Sei scemo, se pensi che io ti possa odiare un pochetto, da sottolineare il pochetto. Una bestia lo può fare, io no. Non so più cosa pensare. Forse nulla. Momenti di sconforto, in cui bisogna essere forti, stringere i denti, e attutire il colpo. Siamo in due, e insieme camminiamo.
Bene, la parte sdolcinata, l'abbiamo affrontata, ora veniamo a noi. Mille ragazze, o donne, hanno visto il mio sguardo, affranto, ero il terrore in persona, e quelle mille donne, dopo aver raccontato mi hanno dato la stessa risposta: "E' uomo!" ca**o vuol dire è uomo? Perchè ha un pendolo, in mezzo alle gambe, deve aver paura per forza? Cavolo di ragionamento è? Mah, e poi dicono che le donne non hanno spina dorsale. Altra cosa, martedì a pranzo con le mie amichette universitarie, sono uscite cose astruse. Premesso che me le tiravano fuori, però son cose d'altro mondo. Diciamo anche che io facevo la mia parte, ma cacchio. Come si fa? Si parlava di ristoranti, di cinesi, messicani, e io dopo l'esperienza di sabato ho affermato che il messicano è da bocciare, troppo piccante.
Chiara, esce dal suo stato comatoso, con una frase del tipo: " il peperoncino è afrodisiaco" Allora, le cose sono due, o io ne ho mangiato troppo poco, oppure sono immune. Ho le prove si, abbiamo dormito tutta la notte, senza nemmeno guardarci in faccia. Mah, altro punto. L'unico gallo del pollaio, non ha ancora ben chiara la storia degli undici minuti, che qualcuno gliela spieghi, perfavore. Sta di fatto che il pranzo è finito, con io che sventolo il tovagliolo, e il proprietario mi chiede, se mi arrendevo e se quello era una bandiera bianca. L'inferno, sei donne, che facendo finta di pranzare, avevano come argomenti principali: sesso e spettegolezzo. Sfido, chiunque, a uscirne sani.