BollicinaBlu « » Martedì, 31 Agosto 2010 13:21
E' tutto un po' così.
Siamo tornati a bomba e con botto finale alla solita situazione.
"Tranquilli", vado urlando.
"Tranquilli che sto bene e non mi faccio male."
Andiamo al matrimonio. Si si, andiamo!
Poi, si spengono le luci, il cuscino accoglie i miei capelli, pronto ad arruffarli tutti e a rendere ogni riccio un capriccio, e tu ritorni.
Da buon fantasma che sei, ritorni.
Ho avuto la brillante idea di dirti una bugia, "cercami casa, non si sa mai", e ora sei tu.
Sei quello che eri, qualche anno fa.
Pieno di attenzioni, non malate.
Quelle di cui mi sono innamorata, quelle che mi hanno convinta che con te sarebbe diverso.
Dici, che le cose cambiano, le persone hanno del buono e che quello che è stato deve essere messo da parte per ripartire.
Dici che ci sei, che mi rispondi quando ti faccio domande.
Ma appena rimango da sola, con il cellulare in mano, l'unica cosa che mi viene in mente, è che non avremo mai niente di tutto questo.
Niente ritorni a casa con vino e coccole.
Nessuna parola confusa, aleggerà in quella che poteva essere una cosa per noi.
Nessun:"Dai Su, facciamo quel gioco che ti piace tanto..."
E' questo che volevo da sempre, quello per cui ti ho aspettato così tanto, e quello per cui ti aspetterò ancora.
E magari mi troverò un marito, farò una famiglia, ma ti aspetterò ancora.
Aspetterò che arriverai qui, e che mi stravolgerai la vita, ancora, come ogni volta.
E sarà sempre come la prima volta, quando quella sera ti sei fermato.
Mi hai chiamato e detto: "Sono qui. E avremo tempo per noi. Te lo prometto"
Il regalo più bello in assoluto.
La promessa più dolce, con la voce più tremante, che io abbia mai sentito.
Vederti a Rimini, sentirti sotto il palmo della mia mano.
Un bacio dolce, che sapeva di menta.
Non ci siamo detti nulla, ma sentirti li vicino era sufficiente.
Il cervello si annebbia, i sogni svaniscono e quando sei risalito in macchina la mia speranza di rivederti è rimasta in quella panchina.
"Mi sto per trasferire nell'altro ufficio ad occhiobello. Tempo di ricollegarmi, ci sono al cellulare se vuoi, nel frattempo..."
Noi. Chissà. Forse un giorno.
La speranza non muore mai, la convinzione nemmeno.
E la settimana del 17 non vedo l'ora che arrivi.
Quella settimana morirò, piangerò e ti aspetterò alla finestra.
Morirò, senza di te, ancora una volta.
Che tempo strano. La settimana del 17, è un giovedì.
La domenica Manu si sposa, tu hai detto che verrai.
Ore 11, del 19, pronuncerà quel maledetto si.
E io, invece, starò ad aspettarti sotto casa, con il sorriso da idiota e i baci sul collo.
Vaffan**lo speranza. Vaffan**lo a questa maledetta convinzione che sei la persona per me.
Vaffan**lo a me che sono così testarda a non riuscire a dire di no.
Vaffan**lo. E ancora vaffan**lo.