Mercoledė, 03 Settembre 2008
Non lo so perché oggi mi sei tornato in mente. Capitolo chiuso della mia vita. Eppure oggi avevo voglia di contattarti… di sentirti… di chiederti come stai, cosa fai… A te… a te che mi hai fatto tanto male… La ferita è aperta… è aperta e come… sanguina e fa male… sanguina e forse mai si rimarginerà… Così penso a te. A te che mi hai resa così paranoica, insicura, più di quanto già non lo fossi, a te che hai calpestato la mia autostima, hai rubato il mio cuore solo per farne mille pezzettini… A te che ti sei preso i momenti più belli della mia vita… a te che, nonostante ti voglia ancora bene, voglio fuori dalla mia vita… a te che non sei più nel mio cuore… non così… eppure mi fai stare ancora tanto male… Lo so… lo so perché stasera penso a te. Perché ho avuto un tuffo al cuore nel rivedere quella foto… ma i ricordi sono così… li ascolti… li guardi… poi arriva il momento di richiuderli nel cassetto… sperando che prendano polvere. Resta lì… resta chiuso lì… non tornare più…
Lunedė, 21 Aprile 2008
La mia malinconia
è quella fotografia.
I ricordi
di quei giorni
sono la mia favola,
le tue parole
i miei battiti di cuore,
la mia solitudine
un punto e la parola fine.
Domenica, 20 Aprile 2008
Ricordi che saresti dovuto esserci tu con me? Già, me l’avevi promesso, senza che te lo chiedessi io… Invece non c’eri…ho aspettato tutto il giorno, ho guardato il cellulare, quel maledetto display ogni secondo…ma niente…
Lunedė, 14 Aprile 2008
Stanotte ho fatto un sogno strano. Guidavo un autobus e dovevo farti salire, ma non sapevo come si aprivano le porte. Le macchine dietro suonavano il clacson e così io camminavo per altri 100 metri e riprovavo. Quando poi ci sono riuscita, sono scesa dal posto di guida e ti ho cercato un po’ intorno, ma non c’eri. Torno a guidare e mi passi davanti in una bella macchina e io mi chiedo perché non sei più salito e soprattutto perché se avevi la macchina volevi prendere l’autobus. Mi sveglio e penso a quanto detto ieri con una persona. Sei cambiato. Non mi cerchi più e dovrei esserne felice visto che lo facevi solo per avere compagnia la sera. Dovrei essere orgogliosa che riesco ad ascoltare canzoni d’amore senza piangere, a parte alcune eccezioni, tipo “Iris”. Dimenticare quella notte, in cui me l’hai sussurrata all’orecchio è impossibile. Ma dov’è quel ragazzo così dolce che mi ha fatto innamorare? Quello che ogni volta che mi chiamava mi chiedeva: “Dammi un bacio amò!” e io mi scioglievo e non c’era niente che tenesse, anche se c’era gente io quel bacio dovevo dartelo, altrimenti facevi il bimbo capriccioso, e poi me ne chiedevi ancora un altro. Sai quella frase risuona nella mia mente spesso, con la tua voce, il tuo tono… Non so perché sei cambiato, non solo nei miei confronti, dopo la fine di una storia posso forse accettarlo anche se fa male. Io non posso non chiedermi se hai ancora nostalgia di casa, se hai la tosse, se ti lasciano fare la doccia con l’acqua calda, se quando hai la febbre ti lasciano riposare… Tu di me non ti preoccupi, anche quando tu potresti essere coinvolto. Aspettavo una tua chiamata quel giorno, un tuo msg, una semplice domanda. Niente. Il niente è quello che ho dentro, il più completo vuoto insieme alla mia di domanda: dove sei?
Venerdė, 11 Aprile 2008
Dammi un motivo
per non dimenticarti
e non lo farò.
Dammi un motivo
per non ripetermi anche oggi
che devo farmene una ragione
e io non mi rassegnerò
e continuerò a crederci e lottare.
Stringi ancora le mie mani,
e mai lascerò le tue.
Abbracciami ancora
e sfiderò il tempo
per fermarlo
e rendere quel momento eterno.
Baciami ancora una volta,
e lotterò contro lo spazio
e le distanze.
Dammi un motivo,
uno solo, oggi,
per non pensare al male
che mi hai fatto,
dammi poi una ragione
per credere ancora in qualcosa
e non smetterò di amarti.
Sabato, 05 Aprile 2008
Sto aspettando che di te resti solo il ricordo.
Sto aspettando di perdermi
nelle prime luci del mattino,
di scivolare sull’arcobaleno,
e di rivedere un tramonto.
Sto aspettando che le tenebre
facciano posto
a gocce di sole,
a quel tepore sulla pelle
il cui dolce ricordo
mi scalda il cuore.
Sto aspettando che di te resti
solo un ricordo,
di quelli che non facciano male,
di quelli che mi facciano
sorridere e non piangere
nelle malinconiche ore nere.
Sto aspettando che di te resti solo il ricordo,
per tornare a vivere
e capire che in te ho cercato
e pensato di trovare
qualcosa che non esiste.
Sto aspettando che il tuo ricordo
non faccia più male,
per tornare a sperare
in un domani migliore,
di quelli che a volte
ho vissuto.