Comunismo e Populismo... 2 termini all'apparenza simili ma profondamente diversi.
Il comunismo si occupa degli "altri", di solito chi dirige le fila comuniste è gente che tien stretti i propri privilegi e continua a parlare per gli altri, sostanzialmente va in crisi quando vuol trovare applicazione, poichè se gli altri entrano a far parte del gruppo sociale l'ideologia va in soffitta e non ha una ricetta pronta.
Il Populismo si occupa del popolo, chi dirige le fila sta in mezzo al popolo, emerge per acclamazione e cade per disapprovazione, mantenendo così sempre un forte seguito popolare e occupandosi concretamente dei problemi del popolo, poi non esclude che gli altri, integratisi col popolo, ne godano i benefici.
Storicamente il Populismo trova la sua prima organizzazione nei fasci del 1919, come corrente dissidente del socialismo, così come lo era il comunismo, e pur in minoranza, partecipa all'azione del fascismo di governo dal 1922, per poi riprendere le redini col crollo del fascismo di governo nel 1943 e l'esperienza nella repubblica sociale italiana. Nel dopoguerra, visto che il nascente movimento sociale italiano si ispirava perlopiù al fascismo di governo, mantenendo i compromessi con i ricchi borghesi, il populismo si reincarna nel qualunquismo, nome da cui ancor oggi prende le varie accuse di demagogia, ma perlopiù si reincarna come importante corrente nei movimenti di destra radicale, perlopiù extraparlamentare. Ancora oggi il populismo è legato a movimenti di destra radicale e ha trovato forti leader ad esempio nel recentemente scomparso Haider, mentre in Italia emerge con i movimenti Casa Pound o con personaggi politici come Buontempo.
