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NeiSoBBorGhiDelMiOCuOrE
76884 Bimbi sperduti...
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Me
In ogni rompicapo prima o poi una risposta la si trova, ma se dovessi raccontare a qualcuno chi sono io, l'enigma non farebbe che restare irrisolto a vita. E' questione di testa e cuore, è questione di una mia troppa pienezza, e di un solco nelle carni che mi porto dietro come un premio.


...




PaRole AlatE
Paroliere pazzo di una giugla che prende fuoco, stupide emozioni che ti uccidono soltanto dopo, aspettare il giorno che poi tutto fluisce ancora, cavalliere nato, che combatte senza paura. Ti seguo, scappi raggiungo e perdo ancora. Mi siedo, piangi, svanisci, vinci ancora. Chiacciere alate in fuga come neve, silenzio fitto, POI SBATTO LA PORTA. E ogni volta che ritorni cade il mondo, e cado anch'io ogni volta che ritorni io mangio il tempo e ogni volta che ritorni io intono estati e ogni volta che mi ammazzi, io sopravvivo e forte ancora....


Credits
Vietato togliere i credits, modificare le immagini del template o il suo codice!
Template by: ~ Betti
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E poi sarà come perdersi in un bacio
anche stupido
forse stupido
e poi sarà come salire troppo in alto
e non voler più scendere
e poi sarà come abbracciarti
quando ancora dormi
e sentirmi fragile

E poi si sto odiando questo e poi
nelle favole c'è una fine
ma non di noi
tu non sai farmi morire
ma è il desiderio più grande che ho
da quando non stiamo insieme
sogni non ho.
speranze nn ho
illusioni nn ho
e pelle nn ho

E' come essere un fiore che non sa più crecere
e dorme sotto la neve
non c'è primavera non c'è primavera
E' non saper ascoltare le parole
di chi sa scegliere,
e le nostre soluzioni
san di essere banali
e se non mi fanno male
non le riesco a capire.

Vorrei ritornare solo più forte
mille cicatrici sul cuore distrutto
 ma voglio indietro tutto

Vorrei
sapessi i miei vorrei
forse troppo stupidi
e li nascondo di notte
sotto la gente
vive chi mente
dorme chi sente

E' come essere un fiore che non sa più crescere
e dorme sotto la neve
non c'è primavera non c'è primavera
E' non saper ascoltare le parole
di chi sa scegliere,
e le nostre soluzioni
san di essere banali
e se non mi fanno male
non le riesco a capire.
sarà come abbracciarti
quando ancora dormi
e sentirmi fragile
e sentirmi fragile

Perchè quando arrivi tu
il mio mondo crolla e poi
E le forze mancano
innamorata di tutto quello che non c'è
posso sognare te
e mi accorgo di essere fragile
 se ci sei tu amore.






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Scritto da alle 18:24

E' come se qualcuno, un' entità sconosciuta,
schiacciasse continuamente il pedale dell'accellerazione,
anche a macchina spenta..
Il motore si affatica..
è caricato, ma non può esprimere la sua potenza..
Soffoca, chiuso lì dentro..
Non ha le gambe per camminare,
non sa neanche essere qualcosa di utile
senza la carrozeria,
è un oggetto senza scopo,
senza una vita definita,
senza l'altro pezzo,
è morte.
Fuori piove, e necessita benzina,
ma nessuno è in grado di darla..
Son tutti avari, pigri, o comunque
non esattamente uguali alla macchina,
l'incompatibilità farebbe male..
fa male.
E' come avere una voce dentro la mia testa,
mi suggerisce di fare cose...
cose assurde..
è come avere una forza che muove le mie braccia,
spinge le mie gambe, e mi porta fino al pericolo,
fino all'esplosione finale..
Poi le voci si calmano..
perchè vogliono che il colpevole sia io..
lasciano a me la scelta..
e allora mi blocco..
penso..
e torno indietro..
Voglio uno stramonio..
Morderlo..
una sola volta.





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Scritto da alle 11:18

E' l'ingenuita' di un maschiaccio con la corona!





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Scritto da alle 18:18

Posso gridarlo al mondo oggi più che mai.
Io voglio essere come te un giorno.
Ricordo quando ero una bambina, 12 anni e mezzo forse,
ero in chat, ingenua più che mai, e poi c'eri tu.
I miei punti fondamentali erano due persone..
Una non c'è più..
con te non ci siamo sentite forse per due anni..
forse di più...
Volevo essere come voi da ''grande'',
voi persone forti che piangevano per due giorni di fila
magari, ma il secondo si rialzavano.
Forse l'altra restava in silenzio, non rideva,
si lasciava capire così, e poi il secondo giorno
spaccava il mondo.
Ma parliamo di te..
mi hai detto che non conta la quantità
del tempo trascorso insieme, ma la qualità..
in effetti è così,
non ci siamo sentite per così tanto tempo,
io sono cresciuta, tu sei cresciuta..
e poi un giorno qualsiasi,
mi hai aperto il tuo cuore..
Il mio forse si capisce senza neanche raccontarle le cose,
e poi c'è il mio blog, li racconto di tutto,
non faccio nomi, ma c'è una vita.
Possiamo anche non sentirci una vita,
ma siamo sempre le stesse in fondo,
le stesse di qualche anno fa..
Io posso dirtelo ancora cento volte,
io voglio essere come te
a vent'anni,
arrivare al traguardo e non accontentarmi ancora,
non sprecarlo questo sorriso,
vivere e basta..
Perchè mi hai insegnato con semplici parole,
che anche in tutte le cose più brutte del mondo
c'è qualcosa di buono,
che fortifica..
E se tutto il mio dolore
mi farà diventare come te,
non posso che esserne soddisfatta,
felice..
Perchè sembra ieri quando tu eri ancora
una bambina, io ancor di più..
voi ''grandi'' parlavate al microfono,
forte, chiaro..
io timida e innamorata un pò me ne stavo in silenzio,
poi chiedevate dove fossi..
ed io con voce bassa rispondevo
la solita frase: ''sono qua''..
Ero incapace di amare senza farlo capire..
Sono cresciuta con voi, con te..
che mi facevi battute,
parlavi della mia età,
ma non mi facevi sentire a disagio,
capivi che anche nei miei 13 anni
c'era qualcosa da capire e imparare..
Io posso solo dirti una cosa, oggi..
domani.. sempre..
Grazie..
Ti voglio bene.





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Scritto da alle 18:00

Nonostante tutto,

ci tengo a farteli..

come una volta..

e allora qui posso..

Auguri.





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Scritto da alle 11:36

E domani si riparte con la scuola, quarto anno, a due passi dalla fine, eppure sembra ieri quando cambiando scuola arrivai al mio liceo, avevo capito che cotone, ago e fantasia non faceva per me, e così liceo delle scienze sociali,
neanche sapevo cosa fosse, ma dopo la prima lezione di psicologia capii che forse lì qualcosa potevo fare, che forse era il mio posto.
Ero timida, forse troppo, ormai le mie compagne si conoscevano già da qualche giorno, e alcune avevano fatto le medie insieme,
io ero lì, sola, orfana della mia migliore amica, e maledettamente in ritardo, qualcuna mi diede la mano, si presentò, altre
neanche si accorsero del mio arrivo, presi posto accanto a Raffi, una ragazza biondina, che di principessa ha ben poco,
ma questa è un altra storia, alle mie spalle invece c'erano le gemelline, anche loro così timide che neanche ci guardammo in faccia,
mi presentai a voce bassa alla prof, e poi iniziò tutto.
Anno dopo anno, arrivi, partenze, abbandoni.. siamo arrivati a 30 persone terza, per poi ritornare 24.
Le gemelle non ci sono più con me, si riparte da zero con quello che è rimasto, mi mancheranno tanto,
si riparte con una forza che non ho, ma troverò strada facendo.
Domani la sveglia comincerà a strillare per tutti i giorni alle sette, fino a natale, fino a pasqua, poi vacanze e ancora giorni.
Domani si ricomincia con la solita vita, compiti in classe, ansia pree interrogazione, litigate con i prof, incomprensioni in classe,
lezioni di matematica incomprensibili a tutti, interrogazioni a sorpresa che ti lasciano senza fiato, ma che a me fanno un brutt effetto,
mi agito e cambio carattere, espressione, non ho paura di nulla se mi arrabbio, prenderei con il sorriso anche una sospensione, ma se avessi
ragione andrebbe bene così.
Ma domani iniziano anche le chiacchierate, le risate in classe,i set fotografici improvvisati, le imitazioni dei prof che vanno di moda,
la divisione di schifezze varie, la battaglia di palline di carta, le interminabili interrogazioni di chimica,
gli esulti se un professore manca, le urla di gioia per un 6 in matematica, e la felicità per un 9 in italiano,
le coccole nei momenti di sconforto, gli ultimi cinque minuti di lezione e poi via, fuori..
C'è chi è partito per vacanze lussuose, io ho fatto ben poco di tutto questo, ed è lo stesso motivo per il quale
ogni anno mi porto dietro la stanchezza,avrò 10 anni di relax da recuperare ancora, ma non importa,
se facciamo tutto questo, se sopportiamo professori urlanti, è per il nostro futuro, per avere un pezzo di carta
che ti apre le porte, non te le sbatte in faccia, o almeno si spera..
BUON INIZIO SCUOLA A TUTTI..
E BUONA FORTUNA ANCHE A ME.
(Mi servirà).

 

 





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Scritto da alle 16:38

La felicità viene a bussare alla tua porta, per una sola e breve volta, se riesci a salire su quel treno inizierà la favola, se lo perdi hai buttato via tutto.. Tutta quella che proverai un giorno, che provi oggi, è solo una millesima parte di quella che avresti potuto provare, perchè in quella gente c'è un grosso buco in fondo al cuore, e lì la felicità scivola come sabbia tra le dita, ma chiunque ti dia quel granello, avrà già fatto tanto, perchè è proprio in quel momento che si smette di essere aridi, e si tiene stretta quella piccola parte di felicità, fin quando non cadrà ancora via.. e via, all'infinito.
Io avevo fatto dei progetti qualche anno fa, con qualcuno che oggi non c'è più. Ho dovuto rivedere i miei piani, riventarmi una vita, una serenità, è stato un pò come fare le valigie e partire, io non sono andata via, ma ho dovuto mentire a me stessa che si ripartiva da zero, che le cose sarebbero state diverse, ma quando al mattino suonava la sveglia, e dovevo alzarmi, mi accorgevo che le cose non erano poi così cambiate come credevo, e speravo, erano solo giorni con numeri diversi che si lasciavano dietro un grande vuoto. Non voglio più fare valigie.. E' un pò come avere 100 anni in 17, aver provato,sentito e visto milioni di cose in così poco tempo. Un bombardamento di emozioni che mi ha lasciato senza fiato e senza forze. Ma c'erano giorni che mi stava bene anche così, credendo in chissà quale punizione divina, ma poi guardando la gente cattiva brindare a tavola con la botte piena e la moglie ubriaca, ho capito che forse sulla lista dei meritevoli di brutte cose, c'era qualcuno un pò più alto di me in graduatoria, qualcuno a cui gli sarebbe toccato prima, ma chissà quale corruzion c'è stata anche lì, ed eccomi qua, con il sacco pieno e la mente zeppa di ricordi, ma senza rughe in faccia, per quelle è ancora presto. Non so come sarebbe stata la mia vita senza incidenti di percorso, se avessi fatto, se avessi detto diversamente, è un pò come pensare ad un bivio, e trovarsi davanti a sè due possibili vite, due possibili scelte, forse ho sbagliato strada, o forse no, forse senza aver versato queste lacrime oggi sarei una comune ragazza, magari piena di sè, ma so che sarei stata una buona amica per tutte le persone che mi hanno lasciato indietro, senza neanche voltarsi a salutare mentre il treno partiva. Mal grado le valigie che mi han fatto fare, a loro terrò sempre, mal grado ci sia qualcuno ancora oggi che ama farmi del male, gioire dei miei insuccessi, torturarmi con giochetti squallidi, so che non tutto il male vien per nuocere,e tutto cambierà, anche per me.




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Scritto da alle 17:15

Quando sono sola  a casa, faccio quasi sempre la stessa identica cosa. E' come sentire un richiamo da chissà dove, mi siedo in cucina e inizio a cantare qualsiasi cosa mi passa per la testa, canzoni che amo, miei testi, canzoni inesistenti che nascondo e poi butto fuori quando meno me lo aspetto. Non lo so da dove è nata questa passione, la musica non sarà la mia strada, non sarà quello che farò un giorno, ma io mi sento musica, ed è questa la cosa più importante. Ogni passo, ogni azione sembra farla a ritmo di musica, le parole smettono di essere solo parole, e somigliano sempre di più a canzoni. E' migliore più di qualsiasi altra pillola, cura le mie ferite, e quelle più profonde che ancora buttano fuori sangue.. le accarezza, le disinfetta con la sua unicità, lava via tutto, e mi sento meglio. E allora quelle giornate bruttissime vogliono essere vissute solo a ritmo di musica, solo io, una cuffia, e la mia voce, è la mia medicina, la più efficace e giusta. Prima non ero così, forse ero troppo presa dalla mia felicità, mi limitavo ad ascoltarla, ma quando scopri cos'è il dolore, scopri anche che c'è qualcosa capace di alleviare le tue sofferenze, un qualcosa di non materiale, di semplice e incisivo, un qualcosa che ti arriva dritto al cuore, senza troppi mezzi termini, bum, parte e ti colpisce, ma non ti fa mai male. E poi ho cominciato a scrivere, non mi sembrava possibile che una persona che non ha fatto scuola di musica, preso diplomi in questo campo, potesse scrivere una canzone fattibile, ma con il tempo ho capito che non sono gli attestati a fare una persona, ma il cuore, e lui è diplomato in tutte le cose del mondo.

 

 





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Scritto da alle 17:38

Dicono che andare in cyclette
sia un antistress.
Lo spero.
Mi serve proprio
una grossa mano
che stritolandomi,
strizzi via
anche l'ultima
goccia di rabbia,
di angoscia,
e stanchezza.
Eppure è un contro senso,
sto lì per 45 minuti
a pedalare,
a buttare fuori sudore
da ogni parte del corpo,
a muovere le gambe
veloci, abili,
e sentirmi il cuore
in gola,
e dovrebbe servirmi
come antistress?
Forse è il contrario.
Ma posso farvi una domanda?
Ma chi siete voi che leggete?
288 visite in quattro giorni sono tante,
mi piacerebbe conoscervi,
vedere le vostre facce,
sapere che c'è qualcuno
sulla faccia della terra
che perde qualche minuto della sua vita
a leggere i miei pensieri..
Siete strani lettori,
ma nel vostro solenne silenzio,
mi dimostrate affetto,
anche solo non abbandonandomi..
E vi ringrazio,
vi ringrazio con il cuore.

 






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Scritto da alle 15:02

"Non posso... questo Victor... io ero una sposa ed hanno distrutto il mio sogno ma adesso ho rubato il sogno di qualcun altro io ti amo Victor ma tu non sei mio"…

E ieri piangevo come una bambina...





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Scritto da alle 11:52

Un conto è essere Malati.                                                                                                                                                                               Un conto è essere matti.
Un conto è essere Pazzi.
un giorno mi spaventa
tutto questo silenzio,
questi strani avvenimenti.
L'altro ancora rimango
impassibile, ore ed ore
sulla stessa canzone,
senza farmi sentire da nessuno,
nelle mie cuffie risuona
la stessa melodia
 per ore ed ore,
e non mi spavento.
Mi odio.
Odio la mia faccia,
i miei pensieri,
dovrebbe esserci
una ribellione verso i genitori
no?
Eppure non c'è.
C'è solo uno sputare me**a
verso se stessi,
un sentirsi zero,
ma raccontare al mondo
che sei oro.
Ti stanno accanto,
ti abbracciano con il pensiero,
ti dicono che sei la migliore,
ma non è così,
lo specchio mi da le risposte che cerco.
Vorrei tirare giu tutta questa pelle,
vedere il mio cuore che pulsa,
sentirmi morta e viva.
Dicono che chi è scrittore
ha un immaginazione infinita,
ma io lo so che questa non è finzione.
Sento rumori strani,
mi volto e non c'è nessuno.
Vedo ombre gigantesche,
ma non è uno di quegli incubi
dove ti svegli ed è tutto finito.
E quel porta appuntamenti a forma di rana,
si muove oggi,
con i suoi occhi grandi
mi fissa, e si muove..
"Il 13/9"
uno stupido appuntamento dal dentista,
nessun appuntamento importante,
cosa mi vorrà dire?
Mi avvicino e non si muove più.
Non sono fatta.
Ne ubriaca.
Ma si muove.
Cosa vuoi dirmi?





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Scritto da alle 11:13

Non lo so.
Nella vita ci vuole coraggio,
ma quando sei stata per diciassette
 anni coraggiosa, poi ti stanchi,
e preferiresti mettere la testa
sotto al cuscino per giorni
e giorni, non vedere la  luce,
sognare, credere che la gente
ti sia amica per sempre e DAVVERO,
ma effettivamente non è così,
basta un niente per essere amici,
e così poco per distruggere tutto,
una parola, un gesto,
una battuta fatta in modo sbagliato,
nel momento sbagliato, e ti tradiscono,
e ci credi sempre di meno alla verità delle persone,
sempre meno che quando qualcuno apre la bocca,
non lo fa solo per dargli aria, ma per far
parlare il cuore.
Ma no, non è così Miri,
e lo sai anche tu,
hai imparato la lezione no?
E invece no.
Non l'ho imparata ancora,
aspetto altri pugni nello stomaco
per capire finalmente che la gente
cambia, la gente finge, e spara.
Ma ho gli occhi lucidi, mentre
dico queste cose, non lo so
forse è tristezza?
O forse semplicemente febbre,
ho la testa bollente, quasi mi scoppia,
e colo sudore da ogni parte,
ma non importa,
oggi è toccata a me,
domani a qualcun altro,
che forse merita più di me
una pugnalata al cuore,
si la merita più di me,
ma io non auguro male a nessuno,
certo, Dio pensa a tutto e a niente.
Ma a me piace pensare che sia febbre
unita ad angoscia, per mettermi in un letto
con la mia minestra, il cuscino e la tivu,
senza dover trovare scuse per il mio silenzio.
Sono Malata.





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Scritto da alle 16:47