Oggi ci sembra del tutto normale che ci siano donne dirigenti di aziende, capitani della marina, magistrati, ministri, cancellieri, impiegate ed operaie. Spesso si dimentica che questa presenza femminile è il risultato di una lotta che le donne hanno dovuto condurre, ponendo appunto la “questione femminile”, per conquistare i diritti civili e politici, quali l’uguaglianza giuridica e il diritto di voto attivo e passivo, che sono stati loro negati fino alla metà dello scorso secolo, e per ottenere l’affermazione delle “pari opportunità”. È importante sottolineare che l’emancipazione della donna riguarda solo l’Occidente e che nei paesi in via di sviluppo ragioni economiche e culturali si sommano per rendere particolarmente dura la vita delle donne, arrivando addirittura a pregiudicare la nascita delle bambine. Pur se contemporanee, in queste società l’uguaglianza sociale, economia e politica fra i due sessi è ancora lontana e le donne occupano un posto solo marginale, senza, a volte, neanche poter aspirare ad avere la parità dei diritti per leggi imposte dalla loro religione. Basti pensare all’Afganistan, dove solo ora le donne cominciano a togliere timidamente il Burqua imposto per oltre un decennio dai talebani, ma per le quali la conquista di una vera libertà e dignità sarà a lungo un sogno, oppure al caso di Safiya, la donna nigeriana condannata alla lapidazione per aver concepito un figlio al di fuori del matrimonio e in realtà frutto di uno stupro. Ma non occorre andare tanto lontano: basti pensare alle donne dell’est, costrette a prostituirsi, alle donne italiane ed europee che, spesso, fanno ancora fatica a farsi accettare nel mondo politico e dirigenziale, o semplicemente a farsi rispettare sul posto di lavoro o in famiglia.
La storia delle donne è stata, e talvolta ancora è, storia di emarginazione. Già nelle epoche preistoriche, la forza fisica necessaria per sopravvivere, le numerose gravidanze e il lungo periodo di allattamento e di cura della prole hanno portato alla differenziazione dei compiti. Oggi, i progressi della scienza e della medicina, e le conseguenti applicazioni tecnologiche hanno annullato la condanna biblica: “uomo lavorerai con fatica, donna partorirai con dolore”, almeno in Occidente, dove il crescente numero di donne affermate nella scienza, nella politica, nello sport, e in tutti i campi dell’attività umana fornisce quei modelli che finora mancavano alle bambine, e che possono dar loro fiducia e stimoli ad uguagliarle. Una mimosa alle donne, nostre antenate, che hanno lottato per ottenere piccoli grandi traguardi e che rabbrividirebbero a vedere cosa è oggi la festa delle donne.
