Domenica, 27 Gennaio 2008
Oggi sono stata svegliata dal bellissimo profumino che si elevava dal cumulo di “monezza” che giace sotto casa da giorni e giorni. Mia madre voleva far prendere aria alla casa… Potete immaginare la mia reazione. E dire la mia strada è una delle più pulite a guardarne altre! Ieri ero in giro in macchina, ci sono strade praticamente impraticabili, i rifiuti sono sparsi fino al centro della carreggiata, i pedoni sono costretti a fare lo slalom tra i sacchetti o quello che ne era dei sacchetti! Certo l’immondizia attira tutti i gatti e cani che pensano di trovare un gustoso pasto… per non parlare dei topi, anzi preferisco non pensarci. Qui l’aria è praticamente diventata irrespirabile, rifiuti, rifiuti, ancora rifiuti e poi ancora rifiuti, ma stavolta bruciati! È anche abbastanza confortante ascoltare i dati di chi si diverte a giocare coi numeri dei morti o malati. È stato misurato un aumento del 9% della mortalità maschile e del 12% di quella femminile, nonché l'84% in più dei tumori ai polmoni e allo stomaco, linfomi, e malformazioni congenite. In pratica sto facendo il conto di quanti giorni potrebbero restarmi se continuo a respirare tutta questa diossina e a dover vivere a stretto contatto con topi, immondizia, insetti e quant’altro. Dite che c’era una vena ottimistica in tutto ciò? Diciamo solo che sono abbastanza realista. La campania è in stato di emergenza rifiuti dal 1994 e nell’arco di quasi 14 anni si sono succedute diverse crisi, durante le quali i rifiuti solidi urbani non sono raccolti perché le aree di smaltimento sono sature, in alcuni casi poste sotto sequestro dalla magistratura o bloccate da manifestanti locali, che ne rifiutano la presenza nei pressi delle loro abitazioni. Le cause principali alla base dell'emergenza rifiuti in Campania sono un mix tra incompetenza, inciviltà e malavita! Ritardi nella pianificazione e nella preparazione di discariche idonee, nella costruzione di inceneritori, di impianti di compostaggio, bassi livelli di raccolta differenziata e ostruzioni ai piani della regione da parte della popolazione di alcuni territori e soprattutto da parte della camorra. Inutile dire quanto sia introito questo settore per la malavita napoletana e quante siano le pressioni che quest’ultima esercita sulle istituzione e sulla politica che finora si sono dimostrate incapaci di contrastare tali interessi, quando addirittura non li abbia coadiuvati. Così da anni alla produzione di rifiuti che procede quotidianamente ed instancabilimente da parte di tutti i cittadini, corrisponde l'assoluta contrarietà a dotare il proprio territorio delle infrastrutture necessario al loro riciclaggio o, dove ciò non sia possibile, al loro smaltimento. Bisogna però dire anche che si tratta di siti e discariche fuori norma ed inadeguate, sia per struttura che per posizione geografica. Ci sono casi in cui siti utilizzati come discarica distano da abitazioni civili per poche decine di metri. La soluzione del problema della gestione dei rifiuti non è sicuramente semplice. Nel mio paesino di circa 10.000 abitanti esiste la raccolta differenziata porta a porta eppure chissà quanti sono in realtà a farla. E allora non puntiamo nemmeno il dito contro chi dice no ad accogliere i nostri rifiuti in altre regioni, soprattutto a quelle che solo una scusa cercavano per motivare il loro rifiuto. Continuiamo a gettare la nostra “munnezza” per le strade invece di capire che almeno in periodi di emergenza come questi basterebbe gettar via solo i rifiuti umidi e tenere sul terrazzo carta, vetro e plastica che di certo non puzzano invece di ingombrare le strade.
Sabato, 26 Gennaio 2008
L’avvelenata è una delle canzoni più famose del grande Francesco Guccini. Dall’album “via Paolo Fabbri 46”, settimo di Guccio e che prende il titolo dall’indirizzo di quella che era la sua abitazione, è una delle tante canzoni in cui il cantautore si scaglia contro qualcuno o qualcosa. Quel qualcuno nel caso de l’avvelenata è il critico musicale Bertoncelli :
“Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni, voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i co**ioni... Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare ca**ate!”
Canzone dalle parole dure, “incisive”, canzone di rabbia, meno politica e più personale della mia preferita “Cirano”, ma se avessi usato quello come nick…nessuno o pochi avrebbero capito l’idea di critica e di rivolta che si celava dietro. “L’avvelenata” rende meglio l’idea. Avvelenata dalla realtà che mi circonda, avvelenata dalla falsità, dalla corruzione, dal materialismo di questa società, avvelenata forse anche dalla “munnezza” che mi ritrovo sotto casa e che invade le strade del mio paese dandomi un senso di nausea e gettandomi nello sconforto più totale. Avvelenata dall’idea che ormai l’Italia è un po’ la barzelletta d’Europa, avvelenata soprattutto da quello che sta diventando la politica italiana d’oggi. Avvelenata da “questo assurdo bel paese”.