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L'AvVeLeNaTa
 
Domenica, 16 Novembre 2008

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Contro ogni forma di violenza...

Contro chi giustifica l'uso della forza per far valere le proprie idee...

La violenza non è rossa, non è nera... La violenza è solo l'espressione della bestialità umana... Ci sono bestie rosse, ci sono bestie nere...

Non si può ridurre tutto troppo semplicemente a un colore... non si può semplificare e ricondurre tutto a un "ideale" politico.

Cosa c'è di IDEALE nella violenza?

Contro chi non sa neanche cosa sia un ideale,

contro chi segue la massa,

contro chi fa della politica una forma di violenza,

contro chi alza la voce per soffocare opinioni diverse,

contro chi vede solo le proprie ragione e ignora quelle altrui,

contro chi fa della violenza la propria "forza"...

Stop alla violenza!

postato da: L'AvVeLeNaTa alle ore 16:52 | Permalink | Link - commenti (2)

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Venerdì, 07 Novembre 2008

"Obama ha tutto è bello, giovane e abbronzato"

:o

"Era solo un complimento e se qualcuno non l’ha capito è «imbecille» e può anche andare a... "

 

a

 

 

 

postato da: L'AvVeLeNaTa alle ore 10:35 | Permalink | Link - commenti (2)

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Mercoledì, 29 Ottobre 2008

http://www.ilfoglio.it/blog/704

Non so se ridere o piangere per ciò che questo “tizio” ha scritto…
Basta l’inglese basico, internazionale, che oltretutto ha il vantaggio di semplificare, ridurre all’osso i concetti e la comunicazione. Studiare le lingue esotiche è un passatempo, una stravaganza da perdigiorno, da compilatori di parole incrociate. Come potrebbe testimoniare chiunque abbia avuto l’occasione di avere rapporti economici o diplomatici con genti che parlano altre lingue, anche concettualmente differenti dalle nostre.”

 

Da quando il sapere viene definito “passatempo”? Ognuno avrà il diritto di scegliere cosa studiare o no? Il signore parla di rapporti diplomatici… allora perché sono chieste nei concorsi tipo per l’O.N.U. la conoscenza obbligatoria di inglese e francese (lingue diplomatiche) e la conoscenza di ogni lingua di stati membri viene valutata come punti in più? Forse il signore non sa che ogni lingua ha delle sfumature diverse… che magari in italiano per indicare una cosa abbiamo un solo termine in cinese ce ne sono 10, idem in russo, idem in tedesco… e poi all’orientale non si studia solo la lingua, ma la cultura di un popolo… cosa fondamentale nell’approccio… e soprattutto nei rapporti diplomatici ed economici da lui citati!
"A cosa potrà mai servire conoscere il cinese, una lingua parlata da un popolo così lontano? Anche se del turismo ci fregasse qualcosa, quando mai arriveranno turisti cinesi a spendere soldi nel nostro bel paese? Anche se mai ci venisse in mente di esportare il nostro buon riso del vercellese per riempire la ciotola di quella sventurata e affamata moltitudine, quando mai verrebbe in mente a qualcuno sano di mente di andare a combinare affari o addirittura a studiare a Shangai o a Pechino, ammesso che le due città siano entrambe in Cina? Francamente il cinese non serve granché neanche al ristorante. Anche i bigliettini dei dolcetti della fortuna sono debitamente tradotti nella nostra lingua."
A parte che i cinesi sono 3 miliardi di persone e che il turismo cinese è già arrivato, che molti si sono stabiliti nel nostro paese facendo nascere le cosiddette China town ( a Milano e credo anche in Toscana ce ne siano), i numerosi negozietti e ristoranti, la Cina oggi è la quarta potenza economica nel mondo (prima di Inghilterra e Francia), terza potenza commerciale, la seconda per PIL espresso in potere d’acquisto, secondo importatore di petrolio ed è convinzione diffusa che l’Asia orientale produrrà una quota del pil mondiale pari a quello degli USA e dell’Europa e che il progressivo dislocamento del centro dell’economia mondiale dall’Atlantico al Pacifico settentrionale non potrà che tradursi anche in peso economico.
Quando mai verrebbe in mente a qualcuno di andare a studiare a Shanghai? Proprio in questo momento ci sono sei dei miei amici… e ci sarei andata volentieri anche io! Anzi ci sarei andata se non avessi preferito Vienna… ciò non toglie che potrei farlo in futuro… e a nessuno di noi dispiacerebbe andare a fare affari lì! Che significa che la Cina è lontana? Lui forse non ci andrebbe, ma penso che se una persona sceglie di studiare una lingua è perché non disdegna di andare in quel paese per motivo di studio o lavoro. Una ragazza laureata e che io conosco di vista ora lavora a Pechino in un ufficio governativo… non penso le dispiaccia! Poi se noi siamo non sani di mente perché siamo la classe che intratterà rapporti di ogni genere con il resto del mondo….
E poi… si Shanghai e Pechino sono entrambi in Cina… anche se suppongo fosse una battuta, ma a me non fa per niente ridere.
Chiudere l’Orientale? Ci sono studenti da tutt’Italia, non solo campani. È vero non eccelle per l’efficienza dei servizi… solo ora stanno iniziando a funzionare le attività di segreteria on-line, le aule non hanno una capacità adeguata (non per le dimensioni, ma a causa dell’elevato numero di studenti), da qualche anno non c’è più una mensa (ma siamo convenzionati con alcune trattorie della zona dove possiamo consumare un pranzo completo a 2,50 euro), eppure continuano ad affluire nuovi studenti… un motivo ci sarà! Ci sono quattro facoltà, accordi di cooperazione internazionale con università di tutto il mondo… numerosi personaggi di spicco che insegnano o hanno studiato in questo ateneo… antropologi, traduttori, deputati, senatori, sociologi…
Sono la prima a lamentarmi a volte per ore e ore in segreteria per un esame che non risulta registrato, per le corse da una sede all’altra per seguire le lezioni… ma sono sicura che un domani chi dovrà giudicare il mio curriculum, alla voce laurea in… presso l’università degli studi di Napoli l’Orientale non parlerà come questo pseudo giornalista…

 

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Lunedì, 13 Ottobre 2008
Giulio Tremonti: “La crisi economica in atto nel mondo e in Italia si aggraverà  nei prossimi mesi” Draghi: "Uscire dalla crisi economica non sarà un percorso indolore". Queste sono solo alcune delle tante affermazioni di “personaggi” di spicco che sono balzate da un giornale all’altro, hanno riempito tg e quant’altro. Come sempre la storia non ci insegna niente… Chiunque abbia qualche nozione di economia politica sa bene come funzionano certi meccanismi, e in questo caso stiamo parlando di Mario Draghi, governatore della banca d’Italia, e Giulio Tremonti, ministro dell’economia. A volte basterebbe anche solo conoscere la storia, come dicevo prima… ci siamo dimenticati del giovedì nero del 1929? Gridiamo ancora crisi… e crisi sarà. Non si può dire: “Non preoccupatevi, non ritirate i vostri risparmi” e poi che la situazione si aggraverà e sarà difficile uscirne fuori. Ah, ma dimenticavo: “Per l'Italia rischi restano contenuti” (Tremonti). Insomma mettetevi d’accordo anche con voi stessi :P
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Lunedì, 29 Settembre 2008

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i films che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po’ di destra
ma portarle tutte sporche e un po’ slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l’ossessione
della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra
la Nutella è ancora di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare
un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c’è
se c'è chissà dov'è, se c'é chissà dov'é.

Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente
è un po' a sinistra
è il demonio che ora è andato a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra
con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra
ma un figone resta sempre un’attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!

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Venerdì, 09 Maggio 2008
aldo moro
postato da: L'AvVeLeNaTa alle ore 11:12 | Permalink | Link - commenti

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Lunedì, 14 Aprile 2008

 
Ho quarant'anni qualche acciacco troppe guerre sulle spalle
Troppo schifo per poter dimenticare
Ho vissuto il terrorismo stragi rosse stragi nere
Aereoplani esplosi in volo e le bombe sopra i treni

Ho visto gladiatori sorridere in diretta
i pestaggi dei nazisti e della nuova destra
Ho visto bombe di stato scoppiare nelle piazze
E anarchici distratti cadere giù dalle finestre

Ma ho un armadio pieno d'oro di tangenti e di mazzette
Di armi e munizioni di scheletri e di schifezze
Ho una casa piena d'odio, di correnti e di fazioni
Di politici corrotti, i miei amici son pancioni,

Puttanieri, faccendieri e tragattini
Sono gobbi e son mafiosi massoni piduisti e celerini.

Ho quarant'anni spesi male fra tangenti e corruzioni
Ho comprato ministri faccendieri e giornalisti
Ho venduto il mio di dietro ad un amico americano
E adesso cerco un'anima anche di seconda mano

Ma ho un armadio pieno d'oro...

Ho quarant'anni ed un passato non proprio edificante
Ho massacrato Borsellino e tutti gli altri
Ho protetto trafficanti e figli di puttana
E ho comprato voti a colpi di lupara

Ma ho scoperto l'altro giorno guardandomi allo specchio
Di essere ridotta ad uno straccio
Questo male irreversibile mi ha tutta divorata
È un male da garofano e da scudo crociato

Ma ho un armadio pieno d'oro...
postato da: L'AvVeLeNaTa alle ore 21:26 | Permalink | Link - commenti

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Lunedì, 07 Aprile 2008
Prima Londra, poi Parigi. Continua a essere perturbato il percorso della fiaccola olimpica: dopo le dimostrazioni e i disordini che hanno segnato l'inizio del percorso, è toccato alla cerimonia che si sarebbe dovuta svolgere davanti al Comune di Parigi ad essere annullata. Studiando cinese mi sono sentita in obbligo di informarmi sulla questione tibetana Ecco un sunto di quanto appreso
Il Tibet stato invaso nel 1949 dalla Repubblica Popolare Cinese.
Il Dalai Lama, capo politico e spirituale del Tibet, tentò una pacifica convivenza con i cinesi, ma le mire colonialiste della Cina diventarono sempre più evidenti. La sistematica politica di sinizzazione e sottomissione del popolo tibetano segnò l’inizio della repressione cinese cui si contrappose l’insorgere della resistenza popolare. Il 10 Marzo 1959 il risentimento dei tibetani sfociò in un’aperta rivolta nazionale. L’Esercito di Liberazione Popolare stroncò l’insurrezione con estrema brutalità uccidendo, tra il marzo e l’ottobre di quell’anno, nel solo Tibet centrale, più di 87.000 civili. Il Dalai Lama, seguito da circa 100.000 tibetani, fu costretto a fuggire dal Tibet e chiese asilo politico in India dove fu costituito un governo tibetano in esilio fondato su principi democratici.  Uno degli aspetti penosi della dominazione cinese è stato il "thamzing", durante il quale i tibetani erano costretti ad autoaccusarsi dei crimini non commessi e ad autodegradarsi. Malgrado gli incessanti appelli delle comunità internazionali il diritto della liberta di parolà è violato, migliaia di tibetani sono tuttora imprigionati,torturati e condannati. Mentre prosegue la pratica della sterilizzazione e degli aborti forzati delle donne tibetane, la sistematica politica di discriminazione attuata dalle autorità cinesi ha emarginato la popolazione tibetana in tutti i settori, da quello scolastico a quello religioso e lavorativo. Monaci e monache sono costretti a sottostare a sessioni di rieducazione patriottica,a denunciare il Dalai Lama e dichiarare obbedienza al partito Comunista.
Il massiccio afflusso di immigrati cinesi sta minacciando la sopravvivenza dell’identità tibetana e ha ridotto la popolazione autoctona a una minoranza all’interno del proprio paese.

Le attività religiose e la libertà di culto sono fortemente ostacolati, proseguono gli arresti e le detenzioni arbitrarie e i detenuti sono torturati.
Il 90% del patrimonio artistico e architettonico tibetano, inclusi circa seimila monumenti tra templi, monasteri  è stato distrutto.
La Cina ha depredato il Tibet delle sue enormi ricchezze naturali. Lo scarico dei rifiuti nucleari e la massiccia deforestazione hanno danneggiato in modo irreversibile l’ambiente e il fragile ecosistema del paese.

Nel 1959, 1961 e 1965, le Nazioni Unite approvarono tre risoluzioni a favore del Tibet in cui si esprimeva preoccupazione circa la violazione dei diritti umani e si chiedeva "la cessazione di tutto ciò che priva il popolo tibetano dei suoi fondamentali diritti umani e delle libertà, incluso il diritto all'autodeterminazione". Nel corso degli anni il problema tibetano è stato oggetto di una crescente attenzione da parte della comunità internazionale. Il Dalai Lama è stato insignito, nel 1989, del Premio Nobel per la Pace ed è stato ricevuto da molti capi di stato.  Dal punto di vista giuridico il Tibet non ha mai perso la sua caratteristica di stato. È una nazione indipendente oppressa da una occupazione illegale. Né l'invasione militare cinese né l'occupazione continua da parte dell'Esercito di Liberazione della Repubblica Popolare della Cina hanno potuto trasferire la sovranità del Tibet alla Cina, ma a distanza di più di cinquant’anni la situazione è rimasta alquanto immutata.
Dopo le ultime ondate di violenza e repressione numerose sono le manifestazioni di dissenso nei confronti del governo di Pechino e in tanti valutano la possibilità di boicottare le olimpiadi, specie dopo gli episodi di Londra e Parigi, in cui numerosi manifestanti hanno tentato di spegnere la fiaccola olimpica.

 

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Venerdì, 04 Aprile 2008

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO:

"In Italia comanda, decide, ordina la disinformazione. Sette televisioni e tre giornali si sono sostituiti alla democrazia. Tutto quello che non sapete è vero. Quello che sapete è ciò che vuole il Sistema. Non c'è bisogno della polizia o delle leggi speciali per vivere in un regime. E' sufficiente il controllo dell'informazione. I media sono il primo obiettivo in qualunque colpo di Stato.
L'Italia non sa più nulla. Non riesce più a giudicare. E' schizofrenica. La realtà e l'informazione che riceve sono due cose diverse, contrapposte. E' un pugile in stato confusionale, che non sta più in piedi, con l'assistente all'angolo del ring che gli grida che va tutto bene. Non essere o sapere? Questo è il dilemma.
Non siamo padroni della nostra vita perchè non sappiamo. Sette televisioni e tre giornali. RAI1, RAI2, RAI3, Canale 5, Italia1, Rete4, La7, il Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa. Il nostro Governo, il nostro Parlamento, i nostri occhi sono loro. I magnifici 10. I nomi dei direttori sono importanti, ma fino a un certo punto. Riotta, Mazza, Giordano, Liguori, Fede, Piroso. A chi rispondono questi signori? Che interessi rappresentano?
Prodi ha messo lì il pinguino Riotta e Fini, "una mattina, una brutta mattina", ha regalato la scrivania del Tg2 a Mazza. I giornalisti dei telegiornali pubblici sono addetti di uffici stampa, velinari (talvolta vaselinari), impiegati di Regime.
Canale 5, Italia1 e Rete4 sono strumenti di propaganda di Testa d'Asfalto. Hanno una doppia funzione: fargli fare miliardi di euro con la pubblicità attraverso Publitalia e mantenere gli italiani in coma assistito. Lo psiconano è un concessionario dello Stato. Le frequenze televisive su cui trasmette sono nostre. Il conto corrente, le notizie e il conflitto di interessi, invece, sono solo suoi. La7 è di Telecom Italia, un megafono degli interessi industrilali dei suoi azionisti. Benetton ad esempio, Telefonica a riesempio.
Paolo Mieli è l'espressione del salotto buono del Corriere della Sera. Un gruppo assortito di società che spazia dalla Pirelli a Mediobanca, da Intesa San Paolo alla Tod. I padroni del Corrierone si chiamano Confindustria e ABI. Geronzi, Passera, Tronchetti, Della Valle. La Repubblica è del gruppo l'Espresso dell'ingegner Carlo De Benedetti, industriale, finanziere. La Stampa è del gruppo Fiat, un quotidiano ispirato da Luca Cordero di Montezemolo.
Riassunto: partiti, Testa d'Asfalto, Confindustria e ABI possiedono l'informazione. Se vogliono possono farci credere qualunque cosa. E ci fanno credere qualunque cosa. Il V2 day del 25 aprile è il primo passo per ridare la capacità di intendere e volere agli italiani. L'informazione va separata da interessi economici e politici."

REFERENDUM: "Libera informazione in libero stato"

1) ABOLIZIONE DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI DI MUSSOLINI

2) ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALL'EDITORIA

3) ABOLIZIONE DELLA LEGGE GASPARRI (DUOPOLIO RAI-MEDIASET)

25 aprile 2008 in 270 piazze italiane, firma anche tu! Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato crede di decidere.

 

postato da: L'AvVeLeNaTa alle ore 08:33 | Permalink | Link - commenti (2)

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Sabato, 08 Marzo 2008
Oggi ci sembra del tutto normale che ci siano donne dirigenti di aziende, capitani della marina, magistrati, ministri, cancellieri, impiegate ed operaie. Spesso si dimentica che questa presenza femminile è il risultato di una lotta che le donne hanno dovuto condurre, ponendo appunto la “questione femminile”, per conquistare i diritti civili e politici, quali l’uguaglianza giuridica e il diritto di voto attivo e passivo, che sono stati loro negati fino alla metà dello scorso secolo, e per ottenere l’affermazione delle “pari opportunità”. È importante sottolineare che l’emancipazione della donna riguarda solo l’Occidente e che nei paesi in via di sviluppo ragioni economiche e culturali si sommano per rendere particolarmente dura la vita delle donne, arrivando addirittura a pregiudicare la nascita delle bambine. Pur se contemporanee, in queste società l’uguaglianza sociale, economia e politica fra i due sessi è ancora lontana e le donne occupano un posto solo marginale, senza, a volte, neanche poter aspirare ad avere la parità dei diritti per leggi imposte dalla loro religione. Basti pensare all’Afganistan, dove solo ora le donne cominciano a togliere timidamente il Burqua imposto per oltre un decennio dai talebani, ma per le quali la conquista di una vera libertà e dignità sarà a lungo un sogno, oppure al caso di Safiya, la donna nigeriana condannata alla lapidazione per aver concepito un figlio al di fuori del matrimonio e in realtà frutto di uno stupro. Ma non occorre andare tanto lontano: basti pensare alle donne dell’est, costrette a prostituirsi, alle donne italiane ed europee che, spesso, fanno ancora fatica a farsi accettare nel mondo politico e dirigenziale, o semplicemente a farsi rispettare sul posto di lavoro o in famiglia.

 

 

La storia delle donne è stata, e talvolta ancora è, storia di emarginazione. Già nelle epoche preistoriche, la forza fisica necessaria per sopravvivere, le numerose gravidanze e il lungo periodo di allattamento e di cura della prole hanno portato alla differenziazione dei compiti. Oggi, i progressi della scienza e della medicina, e le conseguenti applicazioni tecnologiche hanno annullato la condanna biblica: “uomo lavorerai con fatica, donna partorirai con dolore”, almeno in Occidente, dove il crescente numero di donne affermate nella scienza, nella politica, nello sport, e in tutti i campi dell’attività umana fornisce quei modelli che finora mancavano alle bambine, e che possono dar loro fiducia e stimoli ad uguagliarle. Una mimosa alle donne, nostre antenate, che hanno lottato per ottenere piccoli grandi traguardi e che rabbrividirebbero a vedere cosa è oggi la festa delle donne.

 

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Lunedì, 25 Febbraio 2008
Davo uno sguardo al blog di Grillo sul “Munnezza day” e sorrido leggendo le scuse a Napoli e ai napoletani. Sorrido perché mi ricordo quel libro che ormai da anni mio padre ha comprato e vorrebbe costringermi a leggere “I veri briganti erano loro”, un libro che credo inneggi alla ricchezza del regno delle due sicilie e punta il dito contro i Savoia e il processo di unificazione italiano che avrebbe lasciato la campania, e un po’ tutto il mezzogiorno, al completo abbandono. Grillo avrà letto quel libro? Boh non lo so, io ancora no. Non volevo parlare però di quanto fosse vero ciò che scrive, che ormai Napoli, una delle città più belle al mondo è solo la capitale della spazzatura, della camorra, dell’inefficienza, del malgoverno, agli occhi della gente, della tv, dei giornali, del mondo e spesso credo anche nella realtà. Ci dipingono così, ci bollano come terroni, cafoni, camorristi. E si cercano i capi d’accusa, i colpevoli contro cui scagliarsi. Ma in situazioni così esiste davvero l’unico o gli unici colpevoli? Non mi dilungo oltre, dell’emergenza rifiuti campana ho già parlato, ho già parlato di ciò che respiriamo, della nuova Chernobyl. Ciò che ha davvero destato la mia attenzione sono i commenti a un video postato, riguardante l’iniziativa di Green Peace “Differenziamoci”. Ma che popolo d’ignoranti che siamo? Come pretendiamo d’essere ben governati? Ecco la più bella di tutte le risposte di noi italiani:
“certo che Garibaldi avrebbe fatto meglio a farsi i cazzi suoi,altro che riunire l'italia,ma chi cazzo li vuole sti quattro terroni di merda,i negri in italia sono piu' puliti e civili!”
Cosa si dovrebbe rispondere a questo simpatico personaggio? Ho letto solo insulti, al terrone di merda si risponde con polentone del cazzo, per poi continuare con fascista, nazista, razzista e quant’altro. Giù offese, eresie e ignoranza. A quella persona bisognerebbe solo chiedere se per caso è uno dei sacchetti di spazzatura che giace su uno dei tanti marciapiedi della campania, perché la vera munnezza d’Italia è lui, le sue idee e il suo coraggio che l’ha spinto a scrivere una cosa simile.
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Domenica, 27 Gennaio 2008
fraseAùSCHWITZ
 canzone
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Oggi sono stata svegliata dal bellissimo profumino che si elevava dal cumulo di “monezza” che giace sotto casa da giorni e giorni. Mia madre voleva far prendere aria alla casa… Potete immaginare la mia reazione. E dire la mia strada è una delle più pulite a guardarne altre! Ieri ero in giro in macchina, ci sono strade praticamente impraticabili, i rifiuti sono sparsi fino al centro della carreggiata, i pedoni sono costretti a fare lo slalom tra i sacchetti o quello che ne era dei sacchetti! Certo l’immondizia attira tutti i gatti e cani che pensano di trovare un gustoso pasto… per non parlare dei topi, anzi preferisco non pensarci. Qui l’aria è praticamente diventata irrespirabile, rifiuti, rifiuti, ancora rifiuti e poi ancora rifiuti, ma stavolta bruciati! È anche abbastanza confortante ascoltare i dati di chi si diverte a giocare coi numeri dei morti o malati. È  stato misurato un aumento del 9% della mortalità maschile e del 12% di quella femminile, nonché l'84% in più dei tumori ai polmoni e allo stomaco, linfomi, e malformazioni congenite. In pratica sto facendo il conto di quanti giorni potrebbero restarmi se continuo a respirare tutta questa diossina e a dover vivere a stretto contatto con topi, immondizia, insetti e quant’altro. Dite che c’era una vena ottimistica in tutto ciò? Diciamo solo che sono abbastanza realista. La campania è in stato di emergenza rifiuti dal 1994 e nell’arco di quasi 14 anni si sono succedute diverse crisi, durante le quali i rifiuti solidi urbani non sono raccolti perché le aree di smaltimento sono sature, in alcuni casi poste sotto sequestro dalla magistratura o bloccate da manifestanti locali, che ne rifiutano la presenza nei pressi delle loro abitazioni. Le cause principali alla base dell'emergenza rifiuti in Campania sono un mix tra incompetenza, inciviltà e malavita! Ritardi nella pianificazione e nella preparazione di discariche idonee, nella costruzione di inceneritori, di impianti di compostaggio, bassi livelli di raccolta differenziata e ostruzioni ai piani della regione da parte della popolazione di alcuni territori e soprattutto da parte della camorra. Inutile dire quanto sia introito questo settore per la malavita napoletana e quante siano le pressioni che quest’ultima esercita sulle istituzione e sulla politica che finora si sono dimostrate incapaci di contrastare tali interessi, quando addirittura non li abbia coadiuvati. Così da anni alla produzione di rifiuti che procede quotidianamente ed instancabilimente da parte di tutti i cittadini, corrisponde l'assoluta contrarietà a dotare il proprio territorio delle infrastrutture necessario al loro riciclaggio o, dove ciò non sia possibile, al loro smaltimento. Bisogna però dire anche che si tratta di siti e discariche fuori norma ed inadeguate, sia per struttura che per posizione geografica. Ci sono casi in cui siti utilizzati come discarica distano da abitazioni civili per poche decine di metri. La soluzione del problema della gestione dei rifiuti non è sicuramente semplice. Nel mio paesino di circa 10.000 abitanti esiste la raccolta differenziata porta a porta eppure chissà quanti sono in realtà a farla. E allora non puntiamo nemmeno il dito contro chi dice no ad accogliere i nostri rifiuti in altre regioni, soprattutto a quelle che solo una scusa cercavano per motivare il loro rifiuto. Continuiamo a gettare la nostra “munnezza” per le strade invece di capire che almeno in periodi di emergenza come questi basterebbe gettar via solo i rifiuti umidi e tenere sul terrazzo carta, vetro e plastica che di certo non puzzano invece di ingombrare le strade.
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Sabato, 26 Gennaio 2008
L’avvelenata è una delle canzoni più famose del grande Francesco Guccini. Dall’album “via Paolo Fabbri 46”, settimo di Guccio e che prende il titolo dall’indirizzo di quella che era la sua abitazione, è una delle tante canzoni in cui il cantautore si scaglia contro qualcuno o qualcosa. Quel qualcuno nel caso de l’avvelenata è il critico musicale Bertoncelli :
Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni, voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni... Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!”
Canzone dalle parole dure, “incisive”, canzone di rabbia, meno politica e più personale della mia preferita “Cirano”, ma se avessi usato quello come nick…nessuno o pochi avrebbero capito l’idea di critica e di rivolta che si celava dietro. “L’avvelenata” rende meglio l’idea. Avvelenata dalla realtà che mi circonda, avvelenata dalla falsità, dalla corruzione, dal materialismo di questa società, avvelenata forse anche dalla “munnezza” che mi ritrovo sotto casa e che invade le strade del mio paese dandomi un senso di nausea e gettandomi nello sconforto più totale. Avvelenata dall’idea che ormai l’Italia è un po’ la barzelletta d’Europa, avvelenata soprattutto da quello che sta diventando la politica italiana d’oggi. Avvelenata da “questo assurdo bel paese”.
postato da: L'AvVeLeNaTa alle ore 18:28 | Permalink | Link - commenti

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