IL VINO CON IL FONDO DI CASA MIOTTO
In questo percorso abbiamo incontrato Andrea Miotto che , assieme al padre Valter, si occupa della produzione di ottimi vini in quel di Colbertaldo di Vidor.
Abbiamo appena concluso presso l'azienda agricola di Luciano Gai, un incontro di degustazione che ha unito la sopressa con il vino con il fondo.
“Il prosecco "col fondo" non è molto conosciuto al di fuori della zona .Il vino, secondo la tradizione, viene messo in bottiglia nelle due settimane che precedono la Pasqua cristiana. Dopo alcune settimane, in relazione alla temperatura e alle condizioni atmosferiche, esso rifermenta ed è pronto per essere gustato. La convinzione di molti è che il prosecco sia un vino da consumarsi in annata. Ciò e vero, ma solo in parte. Nel caso del Prosecco "col fondo", dove la presa di spuma avviene grazie alla rifermentazione in bottiglia (chiamata "sur lie"), le cose sono leggermente diverse. La rifermentazione permette al Prosecco di affrontare il tempo in un ambiente protetto dalla Co2 e dalla So2 liberata naturalmente e, nello stesso tempo, i lieviti che si depositano nel fondo della bottiglia conferiscono al vino maggior finezza e complessità.I vini che la maggior parte delle cantine producono non sono adatti per ottenere il Prosecco "col fondo". La selezione di questo vino deve partire da uve con un buon grado di maturazione e che provengono da vigneti con particolare vocazione.”
Negli ultimi tempi troppo spesso stiamo degustando dei vini con il fondo di qualità scadente. Il virus del soldo è arrivato a toccare anche questa particolare produzione.
“ Non voglio entrare in polemiche- continua Andrea-, dipende molto dalle basi da cui si parte.Se il produttore riserva alla produzione di prosecco con il fondo le basi qualitativamente più discutibili,non si potrà ottenere un buon vino”.
Siamo d'accordo con Andrea. Per produrre un buon vino 'sur lie' occorre fare riferimento alle zone di produzione a maggior vocazione e occorre destinare a questo scopo le basi di pregio.
“Il Prosecco è un vino che si consuma nel giro di un anno. Questa è la convinzione dei più, sia tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene che tra i consumatori della penisola. Tutto questo è vero, ma soltanto in parte. Nel senso che, mentre quest’affermazione è valida per il Prosecco rifermentato in autoclave (metodo Charmat), nel caso della presa di spuma attraverso la rifermentazione in bottiglia le cose cambiano.”
Così, dopo questa breve chiacchierata, affrontiamo un buon calice di prosecco con il fondo di casa Miotto.Ecco cosa abbiamo apprezzato.
“Il prosecco ha un profumo fruttato. Si percepiscono la mela e la pera, con leggeri sentori di crosta di pane riferibili alla rifermentazione in bottiglia. Il sapore è morbido, delicato gradevole ed armonico”.
Molti pensano che il futuro del prosecco stia proprio nella produzione del prosecco col fondo.
Forse sarà una esagerazione : sappiamo soltanto che le bottiglie di questo nettare divino bisogna dimenticarle per più tempo possibile. Il prosecco col fondo ha bisogno di tempo per maturare. Alcuni credono che il momento ottimale per l’assaggio sia addirittura dopo un anno dall’imbottigliamento. Di certo è un vino che ha la capacità di regalare piacevoli sorprese anche dopo un anno di bottiglia.
E, con queste domande, lasciamo Andrea Miotto e il suo splendido vino.
Sur lie.Ovviamente!

| Emozioni di Giada, firmate Valdagre | |
<!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> Il percorso del gusto che accompagna il viaggio dell'associazione l'Altratavola verso il Festival Europeo del Gusto, ha fatto incontrare i giornalisti e i comunicatori con i vini dell'azienda agricola Valdagre. I vigneti dell' Azienda Agricola Valdagre di Silvio Bisol si estendono nel cuore delle colline del Comune di Vidor e Valdobbiadene, nella zona DOC e dei colli trevigiani. Un incantevole paesaggio ricco di tesori naturali e artistici, delineato a nord dall' imminente dorsale dolomitica di Valdobbiadene e a sud dal cheto scorrere del glorioso fiume Piave. Una degustazione di sopresse artigianali con i vini con il fondo, ha portato sul tavolo il prosecco sur lie Emozioni di Giada. Silvio Bisol lo definisce “affascinante come una pietra preziosa, emozionante come il vagito di un neonato”. Ottimo in queste calde giornate estive, Emozioni di Giada ha saputo trasmettere ai degustatori il fascino di una tecnica antica, tramandata di generazione in generazione. In un battibaleno, tutto il dibattito in corso fra esperti sulla durata, sui tempi di maturazione, è stato ridimensionato. Il prosecco col fondo è il prosecco nella sua veste originale: il "sur-lie", dal francese “sui lieviti”. Si tratta della vinificazione artigianale del Prosecco, a rifermentazione in bottiglia con i lieviti naturali depositati sul fondo, dopo aver trasformato gli zuccheri in anidride carbonica. Dopo un periodo di maturazione, il vino, diventato frizzante, è completamente sviluppato e pronto da bere verso l’estate. Emozioni di Giada si è rivelato un autentico ambasciatore della tradizione del vignaiolo, un vino essenziale, asciutto, digeribile e leggero. Il Prosecco Sur Lie è un vino antico, prodotto dai nostri nonni più che dai nostri padri, quando non esisteva nessun aiuto tecnologico.. In conclusione l'obiettivo d è di ottenere con uve le più mature e ricche possibili un vino veramente genuino la cui acidità derivi dalla natura calcarea del terreno e non da vendemmie anticipate. Se pensiamo quanti saperi e conoscenze racchiuda una bottiglia, apprezzeremmo ancor di più il semplice gesto di alzare il calice. Emozioni, appunto !
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Il Piemonte e i vini del Canavese sono stati invitati a partecipare al 1° CompCamp nel Veneto Orientale. Percorrendo gli itinerari del vino si aprono al visitatore scorci paesaggistici di forte suggestione: vigneti che si arrampicano sulle pendici delle montagne, che si estendono sulle pianure a ridosso della collina morenica più lunga d’Europa, la Serra di Ivrea, che occhieggiano all’ombra dei castelli, sullo sfondo dei laghi morenici. I prodotti vinicoli canavesani, perle dell’enologia italiana e non solo, sono rappresentati da tre etichette: l’Erbaluce di Caluso, vitigno autoctono e primo bianco piemontese ad avere ottenuto la Denominazione d’Origine Controllata: un vino secco dal sapore molto intenso; dall’Erbaluce si ottengono il Passito e lo Spumante. Il Carema, che trae il proprio nome dall’unico comune autorizzato alla d.o.c. di questo vino, ha un sapore asciutto e un profumo molto intenso. E il Canavese, ultimo nato tra i vini a denominazione d’origine controllata della zona, che viene prodotto nelle tipologie Barbera, Nebbiolo, Bianco, Rosso, Rosato | |
I vini di Aquileia sono stati invitati a partecipare al 1° Comp Camp della Comunicazione Territoriale- La zona di produzione dei vini Doc Friuli Aquileia è costituita dalla fascia di terra che si affaccia sulla Laguna di Grado e prosegue a nord, verso Aquileia e Cervignano del Friuli, fino a raggiungere la storica fortezza di Palmanova. Le caratteristiche pedoclimatiche di questa zona, si sono rivelate fin dall'antichità particolarmente adatte alla coltivazione della vite. Il clima infatti beneficia della vicinanza del mare, per essere d'estate sempre ventilato quindi meno umido e d'inverno più mite con temperature che solo poche volte scendono sotto lo zero. Già in tempi romani nella zona di Aquileia venivano prodotti e commercializzati ottimi vini; uno di questi era il Refosco dal peduncolo rosso (Pucinum), che la tradizione indica come il vino rosso preferito da Livia, seconda moglie dell'Imperatore Augusto.In particolare sono stati invitati i vini Merk,che vengono prodotti nell’omonima azienda agricola di proprietà della famiglia Geretto sita a Scodovacca di Cervignano nella zona DOC Friuli Aquileia. Questa si estende in una superficie interamente vitata di 18 ettari localizzata all’interno della Bassa Friulana contraddistinta da un terreno alluvionale, sabbioso e argilloso e da un clima particolarmente mite, per il quale è fondamentale l’influsso del mare. Questo ambiente pedoclimatico da sempre riesce dare dei vini ricchi, pieni e con buon tenore alcolico e, soprattutto nella zona di Scodovacca, esalta la qualità e piacevolezza dei vini rossi consacrando come forse in nessun altro luogo, la tipicità del Refosco dal Peduncolo rosso vitigno autoctono friulano al quale l’azienda ha sempre guardato con grande interesse e sul quale vuol puntare anche per il futuro. | |
L'iniziativa è promossa dall' Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e da L'Italia del Gusto, Rete di Informazione, sotto il Patrocinio della Provincia di Venezia,del Comune di Caorle, della Pro Loco di Concordia Sagittaria e dell' A.A.D.I (Associazione Amici dell'Italia), dell'Associazione Gusto & Buonsenso, dell'Associazione Sapere i Sapori,con la partecipazione e l'intervento di Banca del Veneziano.Il 1° ComCamp (Campo della Comunicazione Territoriale),inizierà venerdì 17 aprile alle ore 11,00,ad Ottava Presa (Caorle),nella splendida cornice dell'Hotel Villa dei Dogi.
La qualità di un vino dipende essenzialmente da alcuni fattori primari: la natura del suolo, l'esposizione, il clima, il vitigno. Tutti questi elementi sono presenti nelle Grave dove il terreno, il sole e la vite hanno stretto la loro alleanza. Le Grave si estendono su una vasta superficie (circa 6.500 ha) del Friuli Venezia Giulia, a cavallo del fiume Tagliamento, tra le province di Udine e Pordenone. L’alta pianura friulana, a ridosso dell’arco prealpino, è caratterizzata da un paesaggio naturale di spiccata originalità: i “magredi” o “grave”.
Si tratta di un’ampia zona formata dai grandi conoidi alluvionali dei fiumi Meduna, Cellina e Tagliamento. Nel corso di millenni essi hanno depositato enormi quantitativi di materiale calcareo-dolomitico, strappati alla montagna dalla forza delle acque e trascinati a valle lungo il loro letto. L’intera pianura poggia su un terreno alluvionale, grossolano nella parte più settentrionale, più minuto man mano che i fiumi proseguono il loro corso, fino ad arrivare a ridosso della costa.

L'iniziativa è promossa dall' Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e da L'Italia del Gusto, Rete di Informazione, sotto il Patrocinio della Provincia di Venezia,del Comune di Caorle, della Pro Loco di Concordia Sagittaria e dell' A.A.D.I (Associazione Amici dell'Italia), dell'Associazione Gusto & Buonsenso, dell'Associazione Sapere i Sapori,con la partecipazione e l'intervento di Banca del Veneziano.Il 1° ComCamp (Campo della Comunicazione Territoriale),inizierà venerdì 17 aprile alle ore 11,00,ad Ottava Presa (Caorle),nella splendida cornice dell'Hotel Villa dei Dogi.
Il Montello partecipa alle giornate del CompCamp con una delegazione guidata dal suo coordinatore, Sandro Facchin, estroso e creativo artigiano del pane e della pasticceria veneta di tradizione.
Ultima nata delle strade dei vini della provincia di Treviso, la Strada del Montello propone un interessante percorso culturale e di storia patria. Il territorio si stende ai piedi del Monte Grappa, in provincia di Treviso. Sui pendii delle colline esposte al sole si coltivano uve che danno molte tipologie della ricca Doc: Prosecco, Merlot, Cabernet, Chardonnay, Pinot.
Inizia a Nervesa della Battaglia e tocca altri centri che videro scontri di eserciti durante il Risorgimento e nella prima guerra Mondiale. Ma propone anche necropoli paleovenete, testimonianze romane, edifici del Palladio, affreschi di Paolo Veronese, ville patrizie. Ad Altivole, il Barco della regina Cornaro è l’ultima testimonianza dell’immenso complesso di edifici e giardini realizzati, alla fine del ‘400, per Caterina Cornaro, regina di Cipro. A Montebelluna, villa Zuccareda Binetti, del XVI secolo, ospita il Museo dello Scarpone. La strada si chiude ad Asolo, borgo tutto medievale.
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L'iniziativa è promossa dall' Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e da L'Italia del Gusto, Rete di Informazione, sotto il Patrocinio della Provincia di Venezia,del Comune di Caorle, della Pro Loco di Concordia Sagittaria e dell' A.A.D.I (Associazione Amici dell'Italia), dell'Associazione Gusto & Buonsenso, dell'Associazione Sapere i Sapori,con la partecipazione e l'intervento di Banca del Veneziano.Il 1° ComCamp (Campo della Comunicazione Territoriale),inizierà venerdì 17 aprile alle ore 11,00,ad Ottava Presa (Caorle),nella splendida cornice dell'Hotel Villa dei Dogi. All'unità tematica sul turismo del vino partecipa la zona di produzione Lison Pramaggiore. La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata "LISON - PRAMAGGIORE" è situata nell'estrema parte orientale della provincia di Venezia. Comprende i comuni di: Annone Veneto, Cinto Caomaggiore, Gruaro, Fossalta di Portogruaro, Pramaggiore, Teglio Veneto. Parte del territorio dei comuni di: Caorle, Concordia Sagittaria, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Santo Stino di Livenza; comprende inoltre i comuni di: Motta di Livenza e Meduna di Livenza in provincia di Treviso, e sei comuni del Friuli occidentale appartenenti alla provincia di Pordenone e precisamente Chions, Cordovado, Pravisdomini e parte dei territori di Azzano Decimo, Morsano al Tagliamento, Sesto al Reghena. Territori ricchi di storia, arte e quant’altro, arricchiti da una singolare abbondanza enoica.
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L'iniziativa è promossa dall' Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e da L'Italia del Gusto, Rete di Informazione, sotto il Patrocinio della Provincia di Venezia,del Comune di Caorle, della Pro Loco di Concordia Sagittaria e dell' A.A.D.I (Associazione Amici dell'Italia), dell'Associazione Gusto & Buonsenso, dell'Associazione Sapere i Sapori,con la partecipazione e l'intervento di Banca del Veneziano.Il 1° ComCamp (Campo della Comunicazione Territoriale),inizierà venerdì 17 aprile alle ore 11,00,ad Ottava Presa (Caorle),nella splendida cornice dell'Hotel Villa dei Dogi. Il Consorzio il Bagnacavallo partecipa all'iniziativa,proponendo la storia e la cultura del mitico vino burson,nell'unità tematica che riguarda il turismo enoico. Particolare e romantica la storia dell'Uva Longanesi: il suo ritrovamento in un roccolo, a cavallo della seconda guerra mondiale, in quel di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna, l'aggregazione di persone che si è creata attorno al suo recupero, alcuni si sono scoperti contadini. Un'uva che sapientemente vinificata, con un occhio di attenzione all'Amarone offre questo potente rosso autoctono, in contraddizione con chi afferma che il vino buono sia prodotto solo in collina: qui, si è a 10 metri sul livello del mare. Il tutto è abbastanza singolare perchè ci troviamo in una zona di pianura (Bagnacavallo, Russi, Lugo, Cotignola, Fusignano) anche se alcuni prodotti provengono anche dalle colline di Faenza. Tutto sommato una zona piena di storia per un vino che può tranquillamente accettare la sfida dei rossi più blasonati. | |