Inviato: Gio Gen 03, 2008 7:49 pm Oggetto: Una alla volta : il Jazz
Ho gia' scritto in un precedente post che la mia formazione musicale deve al Jazz la sua genesi : o meglio č stato questo stile ( o generale )musicale a farmi innamorare della musica.
Non posso, non devo e non sono in condizione di condensare in poche righe cosa sia il Jazz e quali i suoi protagonisti. Poco lo spazio e probabilmente insufficienti le mie conoscenze.
Piuttosto vorrei raccontarvi se vi riesco cosa sento nel Jazz.
La prima sensazione che mi ha dato e quella che negli anni si č rafforzata č stata quella del "colore" : meglio dei colori, degli schizzi di vernice colorata che ad ogni nota sento vibrare nelle mie ossa, nella mia mente, nella mia anima. Sembra un paradosso o un ossimoro..eppure č proprio cosi' : il colore del jazz non si sente con l udito ma si sente nel corpo....
..dai miei primi ascolti, Coltrane , Charlie Parker , Miles Davis, ho sempre abbandonato tutto me stesso nell'ascolto - e nell'esecuzione quando possibile- di quelle note che sembravano essere li' per coccolarmi, stringermi teneramente, emozionarmi, carezzarmi.....
ho sentito addosso valanghe di sensazioni ai concerti di Hornette Coleman, Wayne Shorter, Brandford Marsalis...mi sembrava a volte di avere gia' sentito quella musica in qualche posto della mia anima...come un tuffo al cuore che non voleva fermarsi mai....
Suonavo il Sax e quelli erano i miei eroi o forse anche di piu'...sognavo di suonare con loro fino allo sfinimento....
...gią perche' il Jazz č il massimo dell'esecuzione virtuosa dentro un raccordo collettivo libero ma delimitato...si puo' suonare bene soltanto e acondizione che tutti i musicisti in quel momento sento dentro la stessa cosa, la stessa emozione per le note che stanno tirando fuori...
..un giorno ascoltai Herbie Hancock dal vivo, mi feci regalare per una occasione un disco ( c era ancora il vinile nero con il centro colorato...) di Keith Jarrett...e mi persi per i suoni del pianoforte...un vecchio residuato trovato in una cantina divenne il mio compagno per alcuni mesi.....
..la chitarra arrivo' tardi..non si usava molto la chitarra nel Jazz classico .mi piacque cio' che suonava Wes Montgomery e di li a poco...ascoltai tutto..Mc Laughlin, Stern, Ritenour, Grant Green , Burrell...insomma tutti i grandi......, una vecchia Ibanez, una Gibson sgangherata, un Dobro con marca e matricola illlegibile...riuscivo a farle andare e divenni un tutt uno con esse....
....ancora oggi , anche se i miei sono stati ampliati ad altri generi, quando ascolto il Jazz qualcosa muta dentro la mia anima, ascolto quelle note oltre l udito, ne percepisco ogni giro armonico come fosse un opera unica ( e forse lo č), ogni accordo come una scoperta e ogni timbrica come una scoperta inedita...mi sembra che tutto attorno a me cambi natura e colore e che quelle note riempino ogni angolo della stanza ...mi sembra di stare altrove , mi sembra di sentire persino l odore di quella musica e mi accorgo che le mie mani cercano qualcosa ...si affaccia il disperato ma meraviglioso bisogno di riprovare a suonare qualcosa....
...questo č il Jazz per me e spero che anche solo per curiositą qualcuno di voi provi ad ascoltare qualcosa....ne sarei felice, non per me - non devo vendere niente- ma il fortunato a cui capitera' di sentire attorno a sč il mondo cambiare dietro quelle note _________________ Il mare in tempesta ti sembrera' un gioco.....
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi