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20 Gennaio 2009, 15:13 Troppa indifferenza sfocia dall essere umano |
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Quando la scuola, sfiduciata, rinuncia non solo all'educazione ma anche all'istruzione perché troppi sono gli studenti che non capiscono il senso di quello che leggono, quando le imprese e le organizzazioni lavorative danno l'impressione di non amare la novità e di preferire la routine, quando i morti sul lavoro sono consuetudine quotidiana che più non scuote le coscienze e non promuove interventi, quando i vecchi, i malati di mente e quelli terminali sono solo un problema che non suscita neppure commozione, quando lo straniero è solo un estraneo con cui è meglio non avere a che fare, quando persino i giovani devono inghiottire una pillola di ecstasy per provare, almeno al sabato sera, una qualche emozione, allora siamo all' INDIFFERENZA , vera patologia del nostro tempo, diciamo che la possiamo definire come un non-sentimento, come un distacco emozionale tra sé e gli altri, mancanza di interesse per il mondo, alimentata dal desiderio di non essere coinvolti in alcun modo, né in amore né in lotta, né in cooperazione né in competizione, in una società popolata da passanti distratti e noncuranti, affetti dall'indifferenza dell'uomo verso l'uomo, dove ciascuno passa vicino al suo prossimo come si passa vicino al muro..”STAM PROPR NGUAIAT GUAGLIU’ “
Un misto di fattori scavano un terreno dove prende forma quel genere di solitudine che non è la disperazione, ma una sorta di assenza di gravità di chi si trova a muoversi nel sociale come in uno spazio in disuso, dove non è il caso di lanciare alcun messaggio, perché non c’è nulla, non c'è anima viva in grado di raccoglierlo, e dove, se si dovesse gridare "aiuto", ciò che ritorna sarebbe solo l'eco del proprio grido.
La razionalità, la mancanza delle buone maniere che ormai, persino a propria insaputa, fanno tutt'uno con l'insincerità, il pensare solo a se stessi, formano quella miscela che inaridisce ciascuno di noi, a cui non è stato insegnato come mettere in contatto il cuore con la mente, e la mente con il comportamento. Queste connessioni che fanno di un uomo “un uomo” non si sono costituite,oh almeno io son cieco che non le riesco a vedere.
Per effetto di questa atrofia emotiva finiamo col sostituire alla responsabilità, alla sensibilità morale, alla compassione, al senso civico, al coraggio, all'altruismo, al sentimento della comunità…. l'indifferenza, la desensibilizzazione, la freddezza,l'apatia e alla fine la solitudine di tutti nella vita della città.MEDITATE!
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