Inviato: Ven Mag 02, 2008 5:48 pm Oggetto: Senza certezze ..affrontiamo la deriva
I risultati- o le conseguenze ? – elettorali hanno scatenato, nell’ area che definisco della Sinistra Antagonista , il coro delle voci dei “te l’avevo detto..” , “ sia benvenuta la crisi…” , “adesso si ricomincia” ….e potrei continuare per un bel pezzo con le citazioni se non fosse che sono allergico alle banalità forse anche piu’ che alla, per me temuta, erba “parietaria” , vera killer delle mie vie respiratorie.
Ma bando alle mie , poco interessanti vicende personali, e libero sfogo alle , direi piu’ stimolanti, vicende della realtà politico e sociale del Paese.
Cosa è accaduto lo sappiamo, cosa dobbiamo fare…c ‘ è la gara a chi la spara piu’ grossa, cioè piu’ “coerente” , “conseguente” etc….insomma ci sarebbe da mettere un premio a chi cucira’ la gloriosa “falceemartello” piu’ grande nel prossimo futuro sulla propria altrettanto gloriosa bandiera rossa .
Peccato, davvero peccato, che i rianimatori dell’identita’ perduta, altro non siano che i becchini di un minuto prima : avvoltoi che gironzolavano nei pressi del Pronto Soccorso, pronti ad accaparrarsi il servizio funebre.
Pochi, davvero pochi, coloro che oltre alla descrizione del fatto , cioè la scomparsa elettorale ed istituzionale della Sinistra di ogni declinazione del rosso, abbiano avuto la capacità, o la faccia tosta, di domandarsi il perché cio’ sia avvenuto.
Non ho la presunzione di dichiarare alcuna capacità, oltre quella di sapere fare sesso o leggere decentemente bene, ma ho una faccia cosi’ tosta …al cui confronto quella dei bronzi di Riace sembra di plastilina….
Entrando nel merito, credo di poter essere certo di un fatto : la Sinistra paga la propria insipienza, i propri errori, la propria tragica inadeguatezza, ma paga una crisi delle forme della rappresentanza che va oltre il cachemir di Bertinotti, il sorriso pacioso e un po’ ebete di DiLiberto, la pelata di Marco Rizzo, i capelli untuosi e ricchi di forfora di Fabio Mussi.
Una crisi che nasce dentro una aporia, o un ossimoro, fate voi che sostanzialmente galleggia dentro due poli apparentemente inconciliabili : da un lato lo svuotamento – depredate dalla Globalizzazione neoliberista- delle caratteristiche di fondo dello Stato nazione. Almeno nei caratteri tipici e fondamentali che la Dottrina dello Stato e il Diritto Costituzionale ci hanno tramandato.Il potere reale si è trasferito altrove : quello economico trasversalmente tra le grandi Corporation e le istituzioni finanziarie Globali (FM, WB, WTO, G8 ecc ), quello militare nelle strutture di polizia interna ed internazionale a forte egemonia USA, quello politico nelle mani di strutture sopranazionali incontrollate.
E’ evidente che una cosi’ profonda “sovversione “ dall’ alto, o, a mio avviso piu’ pertinentemente processo costituente , non poteva, in assenza dei passaggi “scolastici” della “crisi” e dell’ “esodo”, non lasciare sul tappeto qualche cadavere. Se ricapitolate, non poteva che restare sul campo il Popolo, l’essenza del potere repubblicano, che da Machiavelli in poi ( ma forse sin da Polibio…) è il grande invitato alla mensa della fondazione del principe, del potere reale, della gestione del mutamento.
Insomma è cambiato tutto sotto gli occhi di soggetti muti, silenti, assenti, distratti e lontani.
Per non restare nel vago e nelle nebbie della teoria giuridica, ritengo che il grande assente sia stata non la nozione classica e generica di “popolo” ma quella composizione sociale, materiale che aveva creato le condizioni ( in armi durante la Resistenza) e attuato poi (l’assemblea Costituente ) di quella carta Fondamentale , la Costituzione Repubblica, che appare svuotata perche’ priva di “ identificazione “, per dirla con Hannah Arendt.
Non poteva non deflagrare questo caduta rovinosa di una certezza, dell’unica certezza , in una realtà sociale e politica , caratterizzata da un fortissimo processo di atomizzazione sociale : il precariato diffuso, il lavoro atipico eletto a norma , lo sfruttamento intensivo della forza lavoro denominato “competitività”, disegnano un panorama sociale popolato non da moltitudini, come qualche bontempone immaginava, ma da spettri….
..e gli spettri si sa …sono capaci di ogni cosa..anche di mandare a casa un ceto dirigente burocratico di “Sinistra” incapace di guardare oltre l’orizzonte del proprio scranno parlamentare….
…cari compagni…avviamo assieme una discussione partendo da questo punto …??? Sappiamo salpare verso una deriva che prima o poi trovera’ un approdo o vogliamo condannarci al naufragio perenne ???
Aspetto le vostre risposte….
(dal mio Blog) _________________ Il mare in tempesta ti sembrera' un gioco.....
sono dell'idea (modesto parere di una giovane studentella) ke i motivi della "fine", spero momentanea, della sinistra siano molto più semplici. al di là di una campagna elettorale scorretta che mostrava due uniche possibili scelte, il motivo principale è nel classico alternarsi al potere. di errori ahimè il governo prodi ne ha fatti (a mio parere nn più del governo dello psico-nano) ma nella mente della gente erano più impressi qst ke i vekki. è nell'indole italiana nn solo ricordare cosa fa comodo, fare un pò i voltagabbana, ma anche lamentarsi sempre e non essere mai contenti. la vittoria per la sinistra a qst ultime elezioni era un'utopia...nn avrebbe mai vinto...xkè la gente era stanca...e vedeva nella sinistra tutti i fallimenti dell'italia...anke quelli ke hanno cause remote...poi di certo non ha aiutato lo skieramento coi verdi (nn me ne vogliono i seguaci del caro pecoraro) ma troppi no non si possono dire...ok alla tutela ambientale...ma nn possiamo neanke restare x qst a livelli di paesi del terzo mondo...e beh in realtà i motivi sn tanti...tipo le manifestazioni contro lo stesso proprio governo...certo credo ke nessuno si sarebbe mai aspettato un risultato del genere...di raggiungere solo il 4%...qnt a bertinotti io sn profondamente rammaricata...avrà commesso i suoi errori ma è un politico che stimo...specie per il suo carisma...e anche l'umiltà che ha dimostrato in varie occasioni...nn è da tutti ammettere d aver sbagliato....di politici come lui in italia ne abbiamo bisogno...x ora vedo un quadro politico allo sbando più di prima...e una situazione davvero tragica... spero e sono sicura che tempo 2 anni e si tornerà alle urne...intanto aspetto i tir ke vengano a pulire napoli e portare la "munnezza" a casa del "nostro" "amato" premier...ok sn brilla spero d essermi espressa lo stesso bene _________________
Inviato: Sab Mag 03, 2008 10:54 am Oggetto: Non credo..non condivido
Non mi pare che sia possibile addebitare il perche' di una scomparsa istituzionale alle forme di comunicazione o a quanto nell'immaginario collettivo siamo riusciti a suscitare.
Non funziona il metodo e consentimi..ha pochi crismi di scientificità.
E' vero che vi è uno spaesamento nel "senso comune" - brutto termine ma spero aiuti il dialogo- del popolo della sinistra : ma non basta osservare il fenomeno, bisogna scendere negli inferi della sostanza di cio' che accade.
Ciò che accade è di difficile interpretazione ? Vero, concordo.
Io provo soltanto a dare una chiave di lettura : il passaggio dalla produzione massificata "fordista" al nuovo scenario della globalizzazione neo-liberista. Sia chiaro, lo specifico per chi come te non ha mai avuto la sventura di trascorrere qualche ora in conversazione con me, che non credo al c.d. "paradigma post-fordista", ma ritengo che due dinamiche o potenzialità del sistema capitalistico debbano essere date per assodate :
1. la diffusione della cosi' definita "Impresa a rete" multipolare e deterritorializzata.
2. la centralità, dentro il processo di valorizzazione del capitale, della conoscenza, del sapere, della capacità di relazione linguistica di cio' che viene definito "General intellect".
Insomma la valorizzazione attraversa la societa' senza "sostare" nei territori, attraversa gli individui, ne mette al lavoro ogni piccolo frammento di vita.
Quello che Foucault chiama "potere bio-politico " è esattamente l'espressione dello sfruttamento dei corpi in ogni ambito vitale.
Detto, e assunto cio', come tendenza, risulta quasi evidente che i soggetti in carne e ossa si agitano come "spettri", non si riconoscono piu' nei percorsi "classi" dei luoghi della politica e si abbandonano a ogni "sirena" che possa catturare il desiderio - innato in ogni individuo- di appartenenza a qualcosa.
Un esempio classico è la perdita di presenza territoriale e nei luoghi della produzione - le sezioni di partito- dei partiti della Sinistra : scarso livello di militanza e di spirito di sacrificio?
Non scherziamo !!!!!!!
Il problema vero è la non riconoscibilità di "luogo pubblico" nella sezione di partito, di soggetti sociali che sono frammentati, dispersi, diluiti, nei mille rivoli della produzione "post-fordista" .Anche in termini temporali il passaggio del precario nei luoghi - se pure si potessero individuare con buona approssimazione- della produzione non coincidono più con quelli dell operaio tradizionale.
Allora il tema è il processo di ricomposizione della "classe" che è gia' in sè ma che non è - ancora - per sè : non ha ancora tra le mani e nella testa il desiderio di "spezzare le catene " dello sfruttamento. Per spingere in questa direzione occorre tanta, ma tanta, innovazione teorica e pratica. Oltre e contro i richiami a una presunta identita' "comunista" che appare sinceramente penosa e inadeguata ai livelli richiesti.
Spero di avere chiarito il mio pensiero.
Spero di essere stato chiaro _________________ Il mare in tempesta ti sembrera' un gioco.....
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