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Fenice83
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Forestiero

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| Registrato: 07/05/06 |
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03 Giugno 2006, 16:56 Racconto |
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Ciao cari! Ho scritto un racconto, spero che vi piaccia... si intitola "La Regina della Notte"
Buona lettura!!!
“E’ ora di alzarsi” pensò tra se e se Mary, svegliata dal vento leggero che gonfiava le tende della sua stanza e con la luna alta nel cielo. Aprì gli occhi, ma rimase ferma ancora per qualche istante a godersi quella folata sul viso e quella sensazione di pace che la circondava.
Una delle cose che rimpiangeva della sua nuova vita era quella di non poter più rabbrividire al freddo. Ci aveva messo un po’ ad abituarsi alla situazione, dopo che quello sconosciuto le si era avventato sul collo in piena notte e aveva affondato i canini nella pelle. All’inizio lo aveva odiato, maledetto per quello che le stava facendo.
Aveva anche provato a difendersi, ma la sua morsa era troppo forte per il suo esile corpo. “Che morte assurda” aveva pensato in quel momento, quando sembrava che anche le ultime gocce di vita le stessero scivolando via.
Non ricordava molto di più di quella notte, solo la voce di quell’essere che le sussurrava: “Sei davvero bella, non posso lasciarti morire, ti voglio e sarai mia per sempre”.
Ricordava chiaramente a quel punto di aver perso i sensi e di essersi svegliata in quel castello immenso, proprio in quella stanza diverse ore, o forse giorni, dopo.
Si sentiva smarrita, debole e indifesa. “Sono morta? Sono all’inferno?” si chiese diverse volte.
Presto scopri però che la morte era uscita dalla sua vita … per sempre…
A destarla dai suoi pensieri fu la voce del suo mentore, Zareth: “Ben arrivata cara! Hai fame vero?”
Senza attendere la sua risposta le si avvicinò, incise il suo polso e le fece sentire l’odore del suo sangue.
Mary ormai era confusa, ma non riusciva a resistere a quel delizioso profumo e non appena quel polso sfiorò le sue labbra e poche gocce di sangue finirono nella sua bocca, si attaccò avida a quel gustoso pasto, succhiando con tutta la forza che riusciva ad avere.
“Bevi cara, bevi il mio sangue. Lascialo scorrere in te. Non pensare ad altro adesso”. Zareth continuava a parlarle per confortarla, ma lei non riuscì a capire ciò che diceva, tanto era impegnata a sopravvivere.
Ad un certo punto, con uno strattone Zaerth si liberò dalla morsa della ragazza e si pulì. “Calma tesoro, non tutto questa sera”, disse allontanandosi con il viso stirato in un sorriso malvagio.
Prima di lasciarla sola parlò di nuovo “Dimentica chi eri prima, il tuo nome, la tua vita non esistono più. Adesso sei Zora, la mia futura sposa. Appartieni a me. Riposati e rimettiti in forze, ne avrai bisogno per sopravvivere”.
Erano passati diversi anni ormai da quella notte. Zareth non era riuscito a portare a termine il suo progetto e Zora non ebbe modo di esistere.
Gli era riconoscente per quello che le aveva insegnato, per avergli fatto assaporare per la prima volta il gusto del sangue, unica sostanza capace di placare la sua fame di vita.
I resti delle sue ossa incenerite ora giacevano vicino sul colle, insieme alla catena d’acciaio che aveva usato per immobilizzarlo. Non era stato affatto facile progettare la sua fine. Era molto più forte di lei e molto furbo.
Aveva progettato quel piano nei minimi particolari dalla sera in cui l’aveva strappata alla vita e anche alla morte.
Sapeva di avere un’unica possibilità, se avesse fallito lui non sarebbe stato clemente anche questa volta.
Aveva passato i giorni a progettare quel piano, ad escogitare il modo di sorprenderlo e a nascondere tutto in fretta, anche i suoi pensieri, poche ore prima del tramonto, l’ora in cui si sarebbe destato dal suo sonno infernale e l’avrebbe portata a caccia.
Diverse volte era stata sul punto di trafiggergli il cuore con un paletto, ma no così era troppo semplice, non sarebbe stato lo stesso. Voleva fargli provare la stessa paura che lui le aveva fatto provare; voleva fargli desiderare la morte come l’aveva desiderata lei in tutti quegli anni.
Soltanto il sangue avvelenato poteva metterlo fuori gioco. E fu proprio il suo stesso sangue che usò. Lo raccolse in una coppa e vi aggiunse tanto di quel succo di oleandro che insieme al suo odio sarebbero stati sufficienti a stenderlo.
Così fece e non sbagliò.
Zareth non si accorse di nulla e bevve da quella coppa fino all’ultima goccia. Presto iniziò a perdere i sensi e mentre la guardava negli occhi si rendeva conto che non era un caso se stava male. Prima di perdere del tutto i sensi, riuscì a sussurrargli: ”Bravissima cara. Adesso sei davvero degna di essere un vampiro”.
Lo portò sul colle dietro il giardino e lo legò con una catena d’acciaio ad un albero di ulivo che volgeva ad est. Avrebbe atteso con lui i primi raggi del sole, l’ora della sua rivincita. Qualcosa, però, andò diversamente.
Non era riuscita a mettere fine anche alla sua esistenza. Capì di essere finalmente libera: libera dalla vita, dalla morte… libera dal suo padrone e padrona del suo destino.
Era lei adesso la Regina della Notte. Nessuno mai l’avrebbe sconfitta…
Valentina, 3 giugno 2006
fatemi sapere che ne pensate...
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Bambolina
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Esule

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| Registrato: 02/01/06 |
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03 Giugno 2006, 19:23 |
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Bello, inquietante
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Fenice83
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Forestiero

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03 Giugno 2006, 21:13 |
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Grazie! Mi fa piacere che ti piaccia!! Beh, in effetti si, un pò inquietante.. anche gli altri racconti che ho scritto sono su questo genere...
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alchimia
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Esule

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04 Giugno 2006, 10:02 |
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sinceramente....non m'è piaciuto....storia già letta...nulla di nuovo direi e scontata... prova a metterci un po' più di te stessa ...cmq solo per averla resa pubblica, sei una grande ,mi piacciono i racconti quindi prendi il mio commento per quel che vale ,ovvero, solo un mio misero parere, non sono una critica letteraria sicchè, se non m'è piaciuto, non rimanerci male ok? e continua a mettere i tuoi racconti!
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Butterfly
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Consigliere

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04 Giugno 2006, 11:40 |
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A me piace molto il tuo stile, è avvincente, per quanto riguarda la trama è in quietante come tutte le storie di vampiri ....
aspetto un altro racconto eh!!  _________________ "se fossi re istituirei cattedre per insegnare a tacere"
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Rizla
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Esule

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Fenice83
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Forestiero

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05 Giugno 2006, 17:54 |
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Grazie Butterfly! Mi fa piacere che ti piaccia, presto ve ne farò leggere qualcun altro!
X Alchimia, invece, beh.. anche le critiche fanno crescere, anzi direi che sono molto importanti. Questo è stato uno dei primi racconti che ho scritto e che sono riuscita a terminare, proprio perchè ci ho messo poco di me. Una specie di esperimento..
Perchè nn mi date l'ispirazione per un nuovo racconto?? Vi va di suggerirmi un tema? Io poi lo scrivo e lo metto qui x farvi leggere....
Baciozzi!! Ciaooooooooo
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Esule

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