Inviato: Mar Lug 01, 2008 6:40 am Oggetto: Oltre le parole .....
Raramente, anzi quasi mai, pubblico qualcosa che non mi appartenga. Ho rispetto per le idee, le emozioni, i sentimenti altri.
Un rispetto assoluto e rigido.
Stavolta voglio fare un'eccezione. Sono parole che ho trovato scritte sul quaderno di una ragazzina palestinese. Parole forti e tremendamente espressive nella loro semplicità.
Su questi versi scarni ho anche prodotto un video che raccoglie foto scattate in quella terra martoriata in questi anni.
Lo potete vedere- Palestina Libera è titolato - sul mio Blog
In ogni caso potete leggerle qui.
Sperando che la mia traduzione dall' arabo sia stata fedele.
Proprio voi ci fate questo
voi che dovreste sapere
più di chiunque altro
cosa significhi sentirsi odiati
odiati dal mondo intero
E' questa la vostra devozione a Dio ?
avvelenate il Mondo con il vostro odio
ogni volta che entrate nelle nostre case
a ogni umiliazione che ci infliggete
quando ci rapite e ci imprigionate
a ogni figlio che ci strappate
quando ci torturate
voi avvelenate l'umanità con il vostro odio
avvelenate i vostri figli
e i nostri
per quanto tempo ancora ?
Ho voglia di speranza _________________ Il mare in tempesta ti sembrera' un gioco.....
come fare ad aiutare un uomo minacciato davanti a tutti con la paura di poter o voler agire...? come fare ad ascoltare le urla di una bimba che viene massacrata o stuprata da un padre magari al quartiere affianco se nessuno gli permette di urlare..? come fare a pensare ad un popolo quando Dio sembra mancare nelle nostre stesse case... come fare fare ad agire per il mondo o addirittura per la nazione quando non ci si muove per ciò che dimenticato da Dio accade vicino a noi.. è la radice che manca.. senza di essa non potrà mai nascere nulla, è un seme soffocato dalla terra.. terra che poco a poco diventa cemento.. dovremmo riflettere soprattutto su noi stessi e guardare davvero negli occhi chi ci è vicino.. solo poi il seme può crescere. La speranza non dovrebbe essere intesa solo col desiderare ciò che vogliamo nel nostro "io" bastonati e depressi per la vita (e non parlo della speranza della lettera citata) se viviamo e amiamo! A volte ho pensato che sarebbe stato molto più facile morire che vivere morendo nell'anima ma ... egoismo!! anche quello!! e allora si..quando non ho le forze mi rifugio nel bunker e rifletto, e chi vuole può entrare.. Rispetto, libertà di capire e soprattutto capirsi... Dare forza a chi non ne ha..avere forza di riceverla quando abbiamo bisogno e .. quando non c'è..torniamo al discorso precedente..ma a volte non la accettiamo la forza che ci viene data o per capire con la sofferenza (il che è solo costruttivo) o perché ci si sente Dio.E a volte non diamo aiuto affatto perché si chiudono gli occhi come chi guarda una luce troppo forte.. E quella ragazzina è una luce forte tra tante.. E' la radice che sta morendo..e questa è la conseguenza della politica e di tutto ciò che che subiamo.. si, subiamo..come semi sotterrati sotto una fermata di un tram.. e l'acqua per crescere non ci mancherebbe se ce la scambiassimo tra di noi.. noi .. che siamo miliardi di persone, miliardi di gocce che formano un mare che può andare in tempesta o inquinarsi, persone che soffrono o si lamentano.. e quattro gatti su un piedistallo... cazzo..
...scusa lo sfogo.. non era rivolto a te ovviamente
Inviato: Mer Lug 02, 2008 4:43 pm Oggetto: Gatto su un piedistallo
Parto proprio da lì : quattro gatti sul piedistallo.
Non era rivolto a me , scrivi.
Ma a volte lo sono o mi ci sento. Si, uno di quei gatti.
Lì a esprimere giudizi, analisi, proposte. Il " compagno bravo & intelligente " che arriva dove gli altri cadono. Che ha la forza di ragionare lucidamente dove gli altri incespicano. Che tira fuori il pensiero originale quando gli altri barcollano o sbadigliano disgustati.
Quando gli altri crollano sotto il peso dei fatti e tu hai ancora un sorriso, la forza di una frase, l emozione del gesto che desta le coscienze per incitare e aiutare.....
E' un ruolo che a volte mi sembra un macigno addosso : a volte mi vergogno. Altre volte mi guardo perplesso.Altre ancora mi sento inadeguato, insufficiente.
Ho fortissimo il senso dell'appartenenza e dell'agire collettivo. Non so sia un limite o un difetto.
La considero una scelta obbligata e necessaria. Quasi un obbligo morale o se vuoi un imperativo categorico- non kantianamente inteso ovviamente.
Oscillare nei giudizi di utilità di ciò che faccio rientra nel mio sentire quotidiano. I percorsi che ognuno di noi sceglie forse pretendono questa resa o questo consuntivo finale. Anche quando è doloroso farlo.
Doloroso perchè la realtà imporrebbe cambiamenti che non vediamo realizzati. Cosi' ci tocca ascoltare urla e troppo spesso esprimere soltanto rabbia e sdegno.
Ma non possiamo e non dobbiamo rinchiuderci in noi stessi.Sarebbe una cura peggiore del male. E probabilmente il senso di vuoto, d'incertezza, di inadeguatezza schizzerebbe ancora di piu' le nostre anime candide e indignate.
Dobbiamo invece sporcarci e sporcare.Fare comunità, organizzarsi dal basso creando senso e comunicazione. Spostare coscienze non proiettando dall'alto la "giusta linea" ma percorrendo assieme le mille strade della rivolta, del "Riot" metropolitano.
E' solo nella comune esplorazione del possibile e del desiderante che possiamo vedere le crepe del Potere che ci sovrasta : e attraverso quelle crepe provare a far crescere il contrappeso - il contropotere- per tentare di rovesciare lo "stato di cose presenti".
E' il senso in fondo del mio post precedente.
Pochi se ne sono accorti e quasi nessuno ha intercettato nella risposta il senso vero del dover riscrivere, ancora una volta , dopo diversi decenni la parola Resistenza con la Erre Maiuscola.
E' una piccola sconfitta per noi che abbiamo issato bandiere arcobaleno, sui nostri balconi e nelle manifestazioni. Per chi ha avuto la forza di dichiararsi non-violento di fronte, come a Napoli o a Genova alla violenza bruta e cieca dello Stato e dei suoi servi.
Quella pagina si è chiusa .
Forse dovremmo agire con la consapevolezza del possibile lasciandoci alle spalle i rimpianti e i rimorsi. _________________ Il mare in tempesta ti sembrera' un gioco.....
Il senso dell'appartenenza e dell'agire collettivo.... molto raro vederlo, ma conosco qualcuno a cui tengo molto che la pensa esattamente come te e questo spesso è un problema. Non tutti accettano di essere "svegliati" o meglio.. lo desiderano ma vorrebbero sentire ciò che desiderano sentire e difficilmente ci si mette in discussione ma si parte col giudizio: "perché hai detto, perché hai fatto... " senza valutare che gli eventi non vengono creati da un singolo individuo..mai.
Perciò se ognuno ha una parte di torto (e NON esiste che non sia così, tranne che per i bambini) si potrebbe semplicemente fermarsi ad ascoltare ogni tanto e esplorare come dici tu.. Quando non si accettano i propri errori (come il tossico che non ammette che si droga) e si portano avanti le proprie teorie , anche magari sapendo di aver sbagliato, solo per orgoglio lì si, cavolo, si che ci vuole lo scossone.. nell'anima, nel cuore.
E sono parole sante quando dici "Forse dovremmo agire con la consapevolezza del possibile lasciandoci alle spalle i rimpianti e i rimorsi."
Purché non siano "sotterrati".. ma con la consapevolezza di averli assorbiti e compresi prima.. con ammissione di colpe e non, e fa male..
E' da lì che si può andare davvero avanti senza dover guardare di tanto in tanto uno specchio retrovisore con la paura che possa arrivare ancora qualche "mostro" dal passato ancora sconfitto che ci superi...
E' vivendo il presente avendo capito davvero il passato che si potrebbe costruire un dopo.. Con la curiosità e la voglia di imparare e fidarsi ancora.. prima di tutto di noi..
Ora scappo al lavoro, mi sarei trattenuta ancora..
Buona giornata..
si potrebbe semplicemente fermarsi ad ascoltare ....
scrivi cosi' e ...condivido. E' una delle cose che vorrei fare più spesso. Arricchisce molto saper ascoltare l'altro , condividendone anche i passaggi più difficili e oscuri.
Purtroppo è qualcosa che capita di rado.
Gli uomini, le donne, per natura alzano la guardia attorno alle proprie paure esponendo certezze spesso artificiose e false.
E' un qualcosa che è percebile nella vita reale e che trova la sua massima espressione proprio nella Rete, nelle Chat, nelle Community ecc.
L'essere nascosti dietro un monitor spesso libera impulsi ed emotività sopite. Scatena turbini di espressività spesso rarefatti o assenti nella vita "di fuori".
Perchè ciò accade ? Davvero il Mondo è così cattivo e malvagio, falso e corrotto, da non potere accettare nulla che non sia finzione e "spettacolo" ?
Come provare a ribaltare questo corso delle cose ?
TI e mi affido queste domande..non ho una risposta certa ma alcune intuizioni che vorre esprimere con piu' calma.
Come al solito..devo correre da qualche parte..... _________________ Il mare in tempesta ti sembrera' un gioco.....
Sono domande importanti .. e vale la pena di rifletterci..anzi, è necessario rifletterci. Non ho mai chattato e non mai avuto desiderio di farlo fino ad ora (tranne nell'ultimo periodo che ero a casa col gesso al piede...giornate infinite...) e quello che leggi sono nella realtà.. La mia vera espressione ad esempio è la musica e forse lì mi nascondo veramente (nel senso che per me è quello il mio monitor).. il mezzo non è importante e il tuo discorso vale in ogni caso..
Con calma penserò alle tue domande..
ora sono sfinita ma senza sonno... la luna (mia consigliera da quando ero piccola) mi aiuterà
..notte _________________ ".....muore solo un amore che smette di essere sognato...."
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