Sopressa trevigiana,pastin bellunese e vino rosso al Festival del Gusto di Castegnero
L'Italia del Gusto ha proposto la sopressa trevigiana del SALUMIFICIO SPADER di Mosnigo e il pastin della Macelleria Sperandio di Villa di Villa (Mel) al Festival del Gusto di Castegnero,nella sezione 'Salami & Salami'.'La soppressa si ottiene con tutte le carni del suino, dal prosciutto al capocollo e dalla spalla al sottogola, snervate e macinate a grana media. L’impasto della soppressa trevigiana viene poi conciato con sale, pepe e vino Prosecco tiepido per aumentare la scorrevolezza della carne e successivamente insaccato in un budello gentile bovino. La soppressa così ottenuta viene immersa in un catino colmo di acqua tiepida e massaggiata sino ad ottenere un aspetto uniforme e compatto. Terminata quest’operazione, è legata con lo spago e messa ad asciugare per alcuni giorni in un luogo dapprima caldo umido e via via più asciutto, prima di passare alla stagionatura finale che va da un minimo di 5 mesi sino ad arrivare a un massimo di 2 anni. '
"Il pastìn è una pietanza a base di carne tritata alla grossa di maiale e/o manzo, simile alla salsiccia tipicamente veneta, salata e speziata, o piu semplicemente l'impasto del salame appena fatto e non stagionato, tipica del bellunese. Il pastin è inserito nell'elenco dei prodotti tradizionali veneti. Noto fin dal medioevo, è un cibo prevalentemente invernale, ed abbinato alla classica polenta, veniva un tempo consumato al momento dell'abbattimento del maiale. Può essere consumato crudo, spalmato sul pane o alla griglia o può essere parte di ricette più complesse.Tipico e vivamente apprezzato da bellunesi e non, è il famoso panino con pastin e formai (formaggio) alla piastra, classica pietanza servita nelle sagre paesane del bellunese." (wikipedia).
la degustazione è stata accompagnata da un buon calice di Colli di Conegliano Doc Rosso Riva del Roro, della CANTINA BERNARDI di Refrontolo.Il vino è ottenuto da uve Cabernet,Merlot e Marzemino e raggiunge la sua piena maturazione dopo una sosta in barrique. E' un vino dal colore rosso rubino carico,dal profumo leggermente erbaceo,di gran corpo,giustamente tannico.L'Azienda dei fratelli Adriano e Pierluigi è nata nel 1960 dalla caparbietà del padre Mansueto e produce anche il prosecco in tutte le versioni,il Manzoni Bianco,il Verdiso,il Marzemino e il Cabernet, il Molin Passito e il Refrontolo Passito doc , decantato da Mozart nel suo 'don Giovanni'.
L'iniziativa ha potuto realizzarsi grazie al sostegno di tre aziende del Quartier del Piave,che non appartengono al mondo dell'enogastronomia, ma che sono orgogliose della propria identità culturale.
Prima di tutto vogliamo ricordare Area Games di MARCO SOAVE (Gestione Giochi,Freccette,Flipper,Vendita Biliardi.Calcetti,ecc.) di Vidor che ha commentato : " Anche se il mio settore di operatività può sembrare distante da iniziative di informazione che valorizzano le realtà locali,in realtà sono assai attaccato alla nostra identità culturale, vivo e lavoro in questa comunità ed era doveroso contribuitre in qualche modo alla sua conoscenza e al suo sviluppo" (via Roma 9, tel. 335.6140243).Senza un forte impegno da parte dei privati come Soave,iniziative di informazione come questa sarebbero destinate,inevitabilmente, all'insuccesso.
E' impossibile dimenticare poi l'aiuto dei F.LLI BARISAN. A Pieve di Soligo, nel 1979, nasce l'Officina Meccanica F.lli Barisan che entra subito a far parte del gruppo FIAT come officina autorizzata. L'officina cresce negli anni fino a che, nel 1994, grazie alla volontà di emergere professionalmente e alla lungimiranza dei F.lli Federico, Livio e Lucio, diventa organizzato anche alla vendita dei marchi FIAT.La serietà, la correttezza e la professionalità dimostrata negli anni nella vendita e soprattutto nell'assistenza, hanno permesso un'escalation continua dell'Azienda che ha favorito l'affermarsi dei marchi rappresentati nel territorio di competenza.Le esigenze di mercato, l'ambizione e la passione dei titolari per le automobili, hanno motivato la costituzione nel 2003 della nuova sede vendita in via Quartier del Piave su un'area di 13000 mq.
Un'altra firma importante del mondo imprenditoriale di Pieve di Soligo che ha partecipato con entusiasmo al progetto è la SOLIGOMME dei F.lli Naibo,con due sedi : in Via Guglielmo Marconi, 92 a Pieve Di Soligo (TV) tel.0438 840317 e in via Castello 92 a Sernaglia della Battaglia tel: 0438 86575 .
A Brugnera, per continuare il percorso in Altolivenza
Dopo l’adesione del Comune di Prata di Pordenone all’Azione Borghi Europei del Gusto, continua il percorso in Altolivenza a Brugnera.
Il 5 novembre si è tenuto dapprima presso la Sala riunioni della Filiale della Banca di Credito Cooperativo Pordenonese e poi al Ristorante Il Tinello un incontro sul tema “Quale futuro per le eccellenze di Brugnera? Una comunità si interroga”, promosso dalla rete giornalistica L’l'Italia del gusto e dalle Cooperative C.I.P.A., Praderia (di Fontanafredda) e Latteria di Palse, tutti soggetti importanti del settore agroalimentare della Provincia di Pordenone, nonché dalla stessa Banca di Credito Cooperativo Pordenonese.
La manifestazione si è aperta con un 'giornale orale' presso la filiale della Banca Pordenonese, nel corso del quale giornalisti della stampa locale e nazionale hanno intervistato 'in diretta' i presidenti delle Cooperative e i rappresentanti delle Istituzioni locali (Comune di Prata e di Brugnera, e Provincia di Pordenone, Assessorato all'Agricoltura e Turismo e Assessorato alle Politiche della Montagna).
Sono stati invitati produttori locali come il Panificio Lucchese e l’Enoteca Gli Stemmi per la parte enogastronomica e commerciale, e il Consorzio del Mobile per la parte produttiva del settore prevalente in zona.
A questo incontro, nel quale si è parlato di territorio e di sviluppo, non poteva mancare una banca locale, e, in particolare, una banca di credito cooperativo. Nel panorama del credito la BCC Pordenonese, oltre alle consorelle di San Giorgio e Meduno, rappresenta l'unica realtà veramente locale nella provincia di Pordenone, con 23 filiali e un territorio di competenza che abbraccia 46 Comuni, di cui 15 nel Veneto. Le dimensioni e le funzioni attuali del Credito Cooperativo non possono far dimenticare i motivi per i quali sono nate, oltre un secolo fa, tali istituzioni: combattere il fenomeno dell'usura a danno della gente dei campi, con la forza della cooperazione e della solidarietà. Questa esigenza fu ben presto estesa ad altre categorie produttive, e così la Banca è potuta diventare uno strumento generale di sviluppo economico e sociale per tutta la comunità locale, seguendo la transizione da un mondo prettamente agricolo, ancor oggi vitale come lo dimostrano le aziende sopra citate, ad una situazione di realtà artigianali ed industriali di prima grandezza, come nel caso del mobile. Dapprima Cassa Rurale, con le tre "storiche" sedi di Azzano Decimo, Pravisdomini e S.Quirino che nel tempo si sono aggregate tra loro, poi Cassa Rurale e Artigiana, dal 1995 con l'attuale denominazione di Banca di Credito Cooperativo Pordenonese. Oggi la Pordenonese non dimentica mai le sue origini: prestare attenzione al sociale senza farsi abbagliare dalle tentazioni spe**lative, ed ecco l’interazione con le associazioni e gli Enti locali per creare sinergie e servizi determinanti nel miglioramento sociale. La Banca di Credito Cooperativo Pordenonese fa parte del sistema regionale del Credito Cooperativo: è la prima in fatto di mezzi amministrati e vanta altri importanti primati operativi, compreso quello dell'intervento nella vita sociale delle sue comunità. E', come si usa dire in economia, una "azienda leader" nel suo settore.
La BCC Pordenonese, con i suoi 6.187 Soci costantemente in aumento, è fortemente impegnata, da qualche anno, nel miglioramento delle capacità operative per far fronte alle nuove, severe esigenze del mercato, ogni giorno più globalizzato: efficienza, competenza, redditività sono i capisaldi di questa impostazione. A ciò unendo le "doti storiche" del cooperativismo e del mutualismo: attenzione alla "domanda" che proviene dalla comunità, per mantenere e migliorare quel rapporto con il territorio che è, oggi come nel passato, il segno distintivo della BCC Pordenonese. Un naturale interlocutore per le cooperative e le aziende che operano sul territorio, tra l’altro salvaguardandolo.
La serata del 5 novembre si è conclusa a convivio presso il ristorante ilTinello, con una cena interpretata con le eccellenze del territorio. I vini di Paolo de Lorenzi di Pravisdomini hanno accompagnato ottimamente un menù che ha saputo contemperare tradizione e creatività.