...AMO::::
Tettu tettu..
La mia stanza....
Le mie rane...
I miei tatuaggi ed i loro signifikati...
La mia chat...
La musika...
La giokoleria...
Suonare la mia tromba...
Studiare flauto traverso...
Kya..
Essere un Clown..
Far sorridere...
Amare...
Sognare..e cerkare di realizzare i miei sogni...
Lavorare al bar..
Stare a kontatto kon la gente..le persone...
AMO VIVERE...
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....Non esistono tramonti sui sentimenti...
..ma solo nuovi giorni..
..per poter condividere assieme ..
...le piccole e grando cose della vita....
*Crazyfrog* ...........................................
Ogni amico
costituisce un mondo
dentro di noi.
Un mondo mai nato
fino al suo arrivo,
ed è solo tramite
questo incontro,
che nasce un nuovo mondo.........................
....Amore è volere con tutte le forze il bene dell'altro, anche prima del tuo, e fare di tutto perché l'amato cresca, e poi sbocci e fiorisca, diventando ogni giorno la persona che deve essere e non quello che vuoi modellare sull'immagine dei tuoi sogni.....................
Quando ti chiedi cos'è l'amore,
immagina due mani ardenti
che si incontrano,
due sguardi perduti l'uno nell'altro,
due cuori che tremano
di fronte all'immensità di un sentimento,
e poche parole
per rendere eterno un istante.
~ Alan Douar ~.....................
Il poeta magico....................
Viveva molto tempo fa nella verde Irlanda un poeta che aveva uno strumento specialissimo.
Era un'arpa magica e non solo suonava una musica talmente dolce che tutti si commuovevano ma poteva esaudire qualsiasi desiderio.
Un giorno il poeta si presentò alle porte della città di Ten: stava ormai calando la notte e le porte erano già sprangate.
Bussò e ribussò finchè una guardia non si affacciò:
"Cosa vuoi, forestiero" " "Non sono un forestiero, sono un poeta!".
"Ah, Ah! " disse la guardia " noi non abbiamo bisogno di poeti!".
" E di cosa avete bisogno " chiese il poeta " forse di fabbri..."
Toccò l’arpa e subito si materializzarono gli strumenti del fabbro.
"No " rispose la guardia " abbiamo fabbri, muratori e tutti gli artigiani che ci sevono" ma era comunque rimasta molto meravigliata dal quel prodigio.
"Di al tuo Re che alle porte c’è un uomo che è capace di fare qualsiasi cosa!".
Chiaramente, il Re fu molto incuriosito, lo fece portare a palazzo e come prima prova gli fece vedere un buffone di corte: "Vedi quell’uomo " disse il Re " è muto dalla nascita. Vediamo se riuscirai a farlo parlare".
Il poeta appoggiò le mani sulla sua cetra e suonò della musica talmente dolce che il suddito subito si mise a cantare.
Tutta la corte era sbalordita e per molto tempo il poeta visse a corte, onorato come un re.
Un giorno, la città fu assediata da terribili nemici e per molto tempo rimase senza cibo.
Il poeta allora si presentò al cospetto del Re e gli chiese il permesso di mettere a posto la faccenda.
Il Re ne fu ben lieto, anche se se ne pentì molto quando vide che il poeta stava uscendo dalle porte della città e si stava dirigendo verso l’accampamento dei nemici.
Questi, ovviamente, lo catturarono. Appena arrivò nell’accampamento, il poeta disse: "Il mio re mi manda in segno di pace a dilettarvi con la mia musica e il mio cantare".
Naturalmente tutte le guardie si presero gioco di lui ma il comandante disse: "Lasciamolo pure cantare prima di venire ucciso".
Lug, che era il nome del poeta, prese la sua arpa e cominciò a cantare e suonare così dolcemente che tutti si commossero, poi ordinò: "Cetra, che tutti questi cavalieri diventino cavalli!". E così fu.
Una parte furono presi dagli stallieri, altri furono lasciati allo stato brado ed è per questo che oggi esiste la razza del cavallo irlandese..........
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.......L'AVVELENATA...................
Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stron*i, avrei scritto canzoni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il "crucifige" e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato...
Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante,
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d' un cantante:
giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un ca**o in **lo e accuse d' arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta...
Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso...
Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare,
godo molto di più nell' ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare...
se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo...
Io tutto, io niente, io stron*o, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io fro**o, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare!
Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento
Ovvio, il medico dice "sei depresso", nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!!!!
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Il mondo dei folletti................
l termine folletto, così come l'espressione piccolo popolo o spiritello (per esempio spiritello dei boschi), si riferisce a minuscole creature magiche del folklore, mediterraneo, europeo e nordico. Il termine deriva per sincretismo linguistico tra i volgari folle, e forse folata, e l'arabo farfar.I folletto è un personaggio fantastico della tradizione popolare che vive nelle fiabe e nelle leggende. È identificato originariamente con esseri buffi e grotteschi, veloci e sfuggenti, piccoli e agili, ma anche con una creatura invisibile, un turbine di vento, un misterioso burlone che intreccia le criniere e i capelli. Abita in tane nei boschi di conifere o presso le case degli uomini, nei cortili e nei granai, esce quasi sempre solo di notte per divertirsi a fare dispetti alle bestie delle stalle e a scompigliare i capelli delle belle donne, a disordinare gli utensili agricoli e gli oggetti delle case e a molestare le persone povere di spirito........:):)
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